La libertà esiste?

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Kind mit Luftballons

E’ da tanto tempo che volevo scrivere sulla libertà, oh sì proprio un argomento leggero da fine settimana! Nessuno poi ne ha mai parlato…Il rischio è quello di dire delle banalità, lo so. Il punto è che i fatti dell’ultimo anno mi hanno fatto molto pensare, ma non solo, anche la quotidianità mi fa spesso riflettere su questo concetto.

Partiamo prima di tutto dalla definizione di libertà: “per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla”.

Dunque questo principio mi piace molto, ci possiamo esprimere ed agire senza costrizioni, anche se mi intimorisce l’ultima parte, ossia la la scelta degli strumenti che “si ritiene utili a realizzarla”. In quanto implica una soggettività che nelle “mani sbagliate” può essere anche pericolosa o portare a violenza. Allora qui ci pensa Martin Luther King  con il suo noto pensiero: “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”. Già proprio così, libertà , ma anche limite. Ma dunque la libertà che ha dei limiti si pò continuare a definire tale? Quali sono questi limiti?

Inevitabilmente ci sono dei limiti legali (legati alla Costituzione e alle leggi dei singoli Paesi), sociali, culturali, pratici, ma anche di buon gusto. Viviamo in un contesto dove per esempio lavorando, non siamo liberi di gestirci il nostro tempo, esistono legami con le altre persone, devi pagare le tasse, quindi non sei libero di gestirti il tuo patrimonio e nemmeno di discutere la quota del tuo contributo, devi versare le spese condominiali e lavarti quotidianamente  se non vuoi essere discriminato e non puoi rubare l’auto del vicino anche se è più prestante! Vai in un altro paese, con un’altra religione e non ti puoi vestire come vuoi, se poi sei una donna ancora peggio, a volte non puoi nemmeno guidare o votare! Sei nel tuo paese,  ti puoi esprimere su tutto e tutti? No, se dico alla mia vicina che è una testa di c… mi prendo una querela, non parliamo poi dei satirici che rischiano anche di peggio! Quindi come diceva Rousseau: “L’uomo è nato libero, ma dovunque è in catene.”.

La verità è che crediamo di essere liberi, e come diceva un altro “ottimista ” Goethe: “nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”. Di fatto, a mio avviso, non lo siamo affatto, nemmeno nelle piccole cose, per fare alcuni esempi: scrivi un pensiero su FB, canale nato per scambiarsi opinioni in maniera aperta e rischi di essere verbalmente lapidato o “messo alla gogna” se non usi le parole giuste o esprimi un tuo punto di vista diverso (una signora assai alterata, recentemente, ha detto addirittura ad una persona a me molto cara, “non hai il diritto di cancellare il tuo post sulla tua bacheca”, ma siamo fuori di testa?), non puoi gestirti il “tuo” tempo, come donna non ti puoi vesitre come vuoi perchè ti attiri commenti, apprezzamenti o insulti (in base alla generosità che ha avuto la natura con te!) e non parliamo di persone di altre culture/religioni, questo adesso perchè fa notizia, ma da sempre! Non puoi trovare lavoro se sei donna in età fertile, specie nelle piccole città (una vergogna, ti chiedono “non vorrà avere figli, vero?”), non puoi esprimere delle critiche  a persone gerarchicamente sopra di te – immaginate di dire a un professore di scuola che ha scelto un libro poco intelligente per vostro figlio, o che il suo giudizio è sbagliato, oppure ad un vostro “capo” che non merita la sua posizione per incompetenza! Non puoi prendere l’auto quando vuoi (tra blocchi in centro, euro vari, marmitte e targhe alterne), non puoi nemmeno comprare la pappa al cane che preferisci – magari risparmiando – senza che il veterinario ti colpevolizzi se acquisti una marca unbranded.

Cosa ci rimane da fare quindi? La rivoluzione? La rivoluzione di cosa? Delle regole devono pur esserci… Buon senso? Rispetto? Sì, ma nei limiti della soggettività! Ho, dunque, un’ unica grande soluzione, quella vera, diplomatica e tanto amata da tutti e soprattutto condivisa… posto micini e vinco dei like, così sono serena e non ci penso, non è  un gran rimedio non pensare, però è ottimo per la gastrite e voglio essere libera di gestirmela come preferisco!

Si può sopravvivere al primo giorno di remise en forme post vacanza?

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foca 2

E’ stato molto difficile, almeno per me!

Molti di noi sono tornati dalle vacanze natalizie, si è dormito, mangiato abbondantemente, fatto nel complesso poca attività fisica – specie gli sciatori che, ad eccezione degli ultimi giorni, non hanno avuto modo di lanciarsi sulle piste conme di consueto e ancora più divertente non hanno potuto postare le loro foto ubriachi sugli sci, abbracciati in compagnia tra berrettini e prodotti solari!

Dunque giunti a casa, prima cosa che si fa (dopo aver disfatto le 5 valigie per pochi giorni e aver fatto 80 lavatrici inquinando tutte le falde acquifere mondiali), solo se si è degli squilibrati, si prova a salire sulla bilancia, che toh, è guasta in quanto segna parecchi chili in più, troppi chili in più. Sì sì, è proprio rotta, deve averle fatto male il freddo di questo periodo, oppure ha le batterie che sono impazzite, forse perchè avevo comprato quelle in offerta, è vero le occasioni apparenti sono spesso delle fregature. Va beh, non ci pensiamo e mettiamoci un paio di jeans, oh no si sono ristretti, certo anche qui è colpa dell’ultimo lavaggio, direi troppo intenso… al decimo cambio ci si rende conto che è proprio così, l’odioso luogo comune del post vacanza, la profezia del panettone con il mascarpone si è ahimè avverata. Ci sono troppo chili, fortuna che è inverno e si vede poco… E adesso? Non leggo i post sulla dieta disintossicante perchè mi innervosiscono.

Per correre ai rimedi step numero uno bisogna fare sport, certo il problema non è quello che si è mangiato troppo (non vorrete mica diventare anoressici?!) è l’assenza di movimento (sì ecco forse lo zampone…), ora qualsiasi tipo di attività è lecita, iniziamo dalla bici, naturalmente proprio adesso è arrivato il vero freddo quindi è decisamente una pessima idea, dopo venti minuti ed un attacco di asma, i geloni sulle dita e gli occhi surgelati, cambiamo sport prima di prendere una broncopolmonite.

Proviamo con la palestra, almeno è al chiuso, ma anche qui dopo solo dieci minuti, fiatone, iperventilazione e un senso di svarionamento generale sento che non ce la posso fare, non ho un muscolo tonico, forse ho un polpaccio in forma, quello sinistro. Chiaro, non era la giornata giusta, ma soprattutto all’uscita, una voragine nello stomaco, una fame da divorarsi il frigorifero, compreso di ante e cassettini.

Non bisogna scoraggiarsi, è il primo giorno e è necessario solo trovare l’attività giusta. Quale idea migliore della piscina che è salutare? Fantastica, il contatto con l’acqua è terapeutico. Allora, lasciamo stare la prova costume, le ciabatte sono in misura, l’accapatorio XXXL è grande dunque aiuta l’autostima, pronti partenza via! Si procede con le vasche, tavoletta, gonfiabili vari e si inizia, qui la fatica non si sente, il corpo in acqua è leggero (solo in acqua!), peccato aver dimenticato gli occhialini, il cloro è ad un livello tale che dopo circa 30 minuti mi corrode pure le ciglia (esagero ok, ma gli occhi mi bruciano davvero) se sto dentro ancora un attimo divento bionda. Dai, sì, può bastare per oggi se ci aggiungiamo tutto il resto alla fine un paio di ore di sport saranno venute fuori, includendo anche tragitti e cambi!

Una bella doccia rigenerante e finalmente a casa per mangiare qualcosa di veramente sano: verdure ovviamente: crude, cotte, al forno, minestrone…frutta, tutto magro senza niente e scondito! Ah, che soddisfazione essere così sani e insipidi, con la coscienza a posto e felici con sé stessi!

Ma la cosa più bella ed appagante è il risultato, quello del giorno successivo: dolori ovunque, riscoperta degli addominali, occhi iniettati di sangue, lombosciatalgia, intestino impazzito e lei quella stolta della bilancia non scende di un grammo, ah sì, è normale, dimenticavo quella era rotta!

Scegliamo gli influencer giusti!

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Oggi la comunicazione come sappiamo è molto cambiata, ognuno può esprimere la sua opinione, avere un blog e condividere le proprie immagini con un numero elevato di persone. Tutto ciò è bellissimo, tutti possiamo avere la parola e essere liberi di esprimerci. In questi ultimi mesi ho frequentato molti blog e navigato per ore su Instagram in quanto da sempre ho la passione della fotografia. Ho scoperto che ci sono blogger, mamme e donne che scrivono articoli veramente interessanti e sono assolutamente sconosciuti, mentre altri “altisonanti”  hanno in realtà contenuti noiosi, scrivono assiduamente,  a volte postano un brand noto, due profumini e si sentono degli influencer. C’è un po’ di tutto! Tuttavia l’aspetto che mi ha fatto più pensare è stato quello delle dinamiche di Instagram. Ci sono delle foto stupende, specie di paesaggi, vere cartoline, ma anche animali o di moda: alcuni ahimè sono “finti”, scatti “rubati”, altri invece sono spettacolari, eleganti, emozionati. Sono immagini di artisti, seguiti per altro poco, che fanno di professione i fotografi e mostrano immagini stupende, a volte con filtri, altre senza, di gusto squisito. Talvolta di photo-reporter amatoriali, ma con tanta passione e buona volontà. Vere e proprie opere d’arte, oppure divertenti, teneri o esileranti. Nel complesso si tratta di user con una media di follower non altissima, siamo su poche centinaia e i like per ogni post non sono da capogiro. Poi ci sono i veterani che arrivano attorno ai mille. Allora spinta dalla curiosità, sono andata a vedere le pagine di alcune persone che hanno più di 10k di follower, aspettandomi dei contenuti fantastici e immagini strepitose, ma non sempre è stato così! Allora come mai tanto seguito? Dov’è il segreto? Guarda che ti riguarda e… (per fortuna non in tutti, ma solo in alcuni casi) sembrano finti! E’una truffa? Talvolta si tratta  di utenti stranamente “privati” , altre di “fantasmi” che non hanno foto ma hanno inspiegabilmente 2000 followers, altri con profili visibilmente hard o comunque border line quindi, almeno apparentemente, spazzatura. Dunque  c’è il rischio che alcuni di queste persone vengano, per esempio, invitate da noti marchi ad eventi e viaggi e scelti, a volte al posto dei veri giornalisti, per il loro elevato numero di seguaci che…  non rispecchierebbero il vero target per cui vengono selezionati!  Io non dico che queste persone non abbiano anche reali follower, e probabilmente avranno anche dei numeri superiori alla media, ma non così alti, non trattandosi di contenuti dirompenti, viral e non essendo personaggi pubblici (solo in questo caso mi potrei spiegare degli standard molto elevati). Vero che la tentazione viene, collegandomi, mi saranno apparse decine di  proposte di avere like finti, ma ho “resistito”, non avrei più gusto a postare le mie foto dialogando con questa audience. Poi magari ti può seguire qualche “fuffone” che spera di attirare la tua attenzione, ma non può essere la regola.  Esistono per altro delle app che permettono di avere numeri alti basandosi su principi legati ai “moltiplicatori”, dunque sempre di meccanismi non trasparenti,  anche se è più difficili da mettere in discussione. Con alcuni di questi personaggi, potete cercare di interagire, ma non rispondono – perchè la loro comunicazione è one-way e appunto scoperto il trucchetto dei like, non fanno più ulteriori fatiche perdendo, però, il vero gusto dell’interazione social. Quindi quello che voglio dire è di stare molto attenti, numeri troppo alti, una volta presa visione dei reali contenuti, non sempre sono effettivi, e la ricerca di visibilità deve essere abbinata anche alla qualità… altrimenti, a mio avviso, sono numeri senza senso! Quindi molta attenzione a questo mondo, la qualità deve essere la vera spinta nella scelta di un endorser, non solo i numeri che ripeto possono essere facilmente raggiunti. E’ interessante invece un lavoro di scouting dove realmente vengano premiati e selezionati i blogger e gli instagrammer di qualità, di gusto, coloro che condividono realmente contenuti scritti col cuore, con la testa e anche con fatica, lavorando sempre, senza accantonare mai i giornalisti, quelli veri che hanno cultura e intelligenza e non devono essere messi in disparte, semmai valorizzati.

…New year is coming!

  Siamo giunti alla fine del 2015. Un anno per certi versi strano per alcuni migliore dei passati, per altri meno, per me nel complesso piuttosto difficile. Gli eventi degli ultimi mesi sono stati pesanti e anche il panorama politico non è stato entusiasmante tra sbarchi, profughi, attacchi terroristici. Parigi in particolare ha sofferto molto e troppe persone e non solo lì, non saranno più le stesse. Capodanno… con le sue scaramanzie italiane, il mettersi qualcosa di nuovo, di rosso, buttare via il vecchio, sparare i botti (evitiamolo please), zampone, lenticchie e l’immancabile spumante per il brindisi di mezzanotte. Per fortuna, alla nostra età, siamo usciti dal tunnel del “divertimento a tutti o costi”, del “dover far tardi”, del fatto di ubriacarsi perché fa cool (o pena), del dover ascoltare i lobotomizzati che se la tirano: “ah sì che figata ho fatto le 8 e poi tutti a mangiare le brioche troppo bello e poi ho dormito per tre giorni”! Usciti da questo tunnel, cosa aspettarsi dal nuovo anno? Chi può dirlo! Speriamo in un miglioramento complessivo, di vedere anche maggiore soddisfazioni, rispetto e riconoscimenti, il tutto con un pizzico di fortuna! Auguri di buon anno a (quasi) tutti, happy new year!

Un giretto fuori porta, perché no? 

   
 Dopo aver respirato nebbia e polveri sottili per vari giorni e aver sollevato tutte le polemiche sul blocco del traffico, abbiamo deciso di fare due passi nell’aria buona. Non è sempre necessario andare in posti lontani, esclusivi o cari per stare bene, basta anche fare pochi km per riscoprire che esiste l’aria pulita, c’è il sole, e anche la polenta viene distribuita in formato non liofilizzato. Ai bimbi una gita fuori porta fa sempre bene e non solo a loro!Dopo aver corso nel fango che sporca, ma è anche molto divertente, siamo andati in una località pseudo sconosciuta che si chiama Poggio Alto, vicino a Nebbiuno nel Vergante, a mangiare ravioli gustosi, formaggi e torta di fichi per poi camminare nel bosco! Tra un picchio, un leprotto e il terrore di incrociare una vipera (ignoro se vada in letargo ma visto il tempo bizzarro…), abbiamo camminato nel silenzio che per una cittadina come me è sempre un po’ strano… Il rumore del traffico fa parte delle mie orecchie e quando non lo sento mi sento smarrita. Le giornate sembrano più lunghe e finalmente si fa una siesta degna delle vacanze invernali! Peccato non nevichi sarebbe romantico comunque il teporino di oggi era molto gradevole. Consiglio veramente anche in inverno di portare in più piccoli lontano dalla cita anche per poche ore… È comunque una vacanza e un modo per stare assieme!

Blocco del traffico in una città vuota!

  Causa inquinamento ci risiamo con il blocco del traffico. Questa volta a Milano sarà tra il 28 dicembre e il 30. Bene, considerando che la città è semi deserta alla faccia della crisi, devo dire che l’iniziativa ha veramente un unico senso, quello di infastidire i pochi poveretti che sono rimasti in città e non possono nemmeno approfittarne della metropoli vuota per farsi un giro in auto. Non importa che la tua vettura sia euro 3,4,5 o mille stai a casa punto! Perché non farsi un bel giro in bicicletta allora? Certo con questa brillante iniziativa l’aria sarà pulita come in montagna… Oppure perché no una bella passeggiata nella città triste e desolata? Potrebbero far spegnere anche i riscaldamenti tanto fa caldo e chi ha deciso il provvedimento sicuramente è in montagna! Però puoi usare l’auto elettrica, certo mezzo a buon mercato che tutti possediamo oppure usare i mezzi pubblici che durante i periodi di ferie funzionano così bene… Queste iniziative a mio avviso non servono proprio a nulla, con i problemi che ha la nostra città le priorità dovrebbero essere altre, oppure applicare  una vera politica anti smog, ma seria iniziando con la sistemazione dei mezzi pubblici che per altro sono i più inquinanti … Secondo me un blocco così spot e’ solo un fastidioso piccolo e inutile disagio, l’unica verità è che dovrebbe piovere!!

La magia del Natale

  Ecco, ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati al 24. Nonostante tutto ci siamo, più o meno interi o esauriti. Le ultime settimane di dicembre al lavoro sono state frenetiche. A scuola ci sono state tutte le verifiche e le terribili festine di fine anno dove i bambini deliziosamente vestiti da gnometti si sono ritrovati a cantare “auguri auguuuriii” incalzati dalle precise maestre e sparafleshati da un’orda di genitori eccessivamente affettuosi e smaniosi di immortalare i poveri babbini dagli occhioni allibiti che, in preda al terrore e con la bocca semi serrata, non hanno emesso un suono, ma certo è stato stupendo comunque… è la magia del Natale! Nel complesso ho osservato che sono stati tutti nervosi ovunque negli ultimi giorni e anche fare lo shopping non è stato divertente tra spintoni e paccottiglie. Ma ora è tutto pronto! Finalmente la vigilia, per alcuni la felicità di stare finalmente con la propria famiglia, per altri il mitico Babbo Natale con i suoi doni, per molti il paradiso delle ferie! Pranzi e cene di queste festività sono un’occasione per stare insieme, a volte con gioia – altre meno, ma con un sorrisone perché, ancora una volta c’è la magia del Natale! Degni di nota saranno i terribili look Natalizi, tra vestitini e accessori eccessivamente glitterati, rossi o dorati, vestitini mini in montagna e look da discoteca durante pranzi classici, ma tutti diranno “come stai bene”, ma non perché siano ipocriti, no no, è sempre la magia del Natale. E se infine avrete la follia di preparare una cena o un pranzo con inviti non rimarrete delusi… Tutti gli invitati faranno un gran porcile e spazzoleranno in 10 nano secondi quanto avete preparato in tre giorni, per ricambiarvi con un improbabile regalino a cui risponderete con un amabile sorriso e senza fare una strage… E questo perché? Siete annichiliti ! Nooo, e’ perché  alla magia del Natale si unira’ anche il suo Miracolo! E a questo punto lancerei “l’originale” l’hashtag #lamagiadelnatale con tanti auguri a tutti!

E i regali di Natale… Da evitare!!

 Ebbene siamo già a metà dicembre ed è giunto il momento di acquistare i primi cadeaux. Ma cosa acquistare? Ok la crisi però almeno un pensiero si fara’! Iniziamo dai più facili: i bambini, una letterina o un’email per i più digitali a Babbo Natale o a un suo parente stretto e siamo a posto. Poi si passa al regalo femminile, anche qui, salvo rare eccezioni, si dovrebbe riuscire senza troppa disperazione a trovare qualcosa… tra un prodotto di make up, una fragranza, un accessorio o bijoux. Il disastro e’ il regalo maschile! Posto che pashmina, cravatta, cachemirino, sono ormai démodé, apparecchi elettronici troppi cari, viaggi rischiosi e corsi di sport vari ormai esauriti, cosa ci rimane? Il cesto di salumi, ma non è profumato e se lo mangia il gatto sotto l’albero, il regalo utile, ma è noioso, quello relativo al suo hobby ormai stra-regalato! Quindi l’unica soluzione è che anche lui scriva a Babbo Natale e anche qui si delega nella speranza che le renne non facciano lo sciopero. Nella nostra scelta più o meno sentita, dovrebbe però sempre guidarci il buon gusto, aspetto che ahimè non tutti ricordano di avere; mi sentirei dunque di sconsigliare le seguenti meraviglie che, negli anni, ho collezionato con spirito autolesionista o lanciato nella spazzatura più sapientemente: orrendi  suppellettili con gattini di porcellana e animaletti vari, gadget  e pupazzi in tema Natalizio, portachiavi paccottiglia, borsette dozzinali con chiara origine cestone-discount, collane in plasticaccia, lingerie di taglia evidentemente non adatta, maglietta cheap della stagione precedente, zainetto viaggio vacanza, accessori per lo sci a gente che non va in montagna, giocattoli ingombranti regalati appositamente per le loro eccessive dimensioni o troppo intelligenti e petulanti, nauseanti dolcetti appiccicosi, puzzolenti bagnoschiuma gourmet  al caramello e per finire top del flop lui, l’evidente e terribile  riciclone! Quello che si vede lontano un km che è stato già rifiutato per la sua bruttezza, re-impacchettato e spolverato, triste. Piuttosto meglio non farlo e devolvere l’importo a cause più nobili e magari scrivere un bigliettino, ma almeno col cuore, spontaneo e sincero!

Sant Ambreus…

  E si rispolvera l’albero di Natale! Con palline, stelle, lucine e ghirlande, stilizzato, cinese, verde o bianco, eccolo qua! Tutti pronti a postare il proprio, io compresa! Del resto il Natale è alle porte e come diceva Pozzetto: “quando arriva, arriva”. Panettone o Pandoro? Non scherziamo rigorosamente il primo con mascarpone, canditi e uvette. Milano si presenta come tutti gli anni addobbata è illuminata. La fiera dell’artigianato, quella degli obej obej… Tutto sempre invariato è regolare! Ieri la serata di inaugurazione della Scala, come di consueto ambita dalle più alte cariche e, fortunatamente, tutto si è svolto al meglio tra controlli e sorveglianza massima. I negozi mi sono parsi piuttosto affollati, forse è un segno di ripresa. Galleria, Duomo e Buenos Aires sono allegri e colorati con persone che entrano ed escono con espressioni soddisfatte. Una critica alle musiche, ma perché tutti  mettono a massimo volume ancora, dopo millenni, Last Christmas? Ma possibile che siano sempre le stesse canzoni in loop? Non se ne può più! I bambini sono i più felici tra letterine a Babbo Natale e sogni, sono ormai gli unici protagonisti. Loro vedono con altri occhi e immaginano, vivono queste atmosfere con sguardo incantato e magia, aspettando la fatidica serata quando apriranno gli ambiti pacchetti! Come dire loro che Babbo Natale non esiste? Non voglio pensarci, non per ora, piuttosto va la’ provo a mandargli un’email anche io, che non si sa mai!

magari un sorriso no?

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bimborideUn antico detto recitava “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”, vero le persone troppo inclini a ridere spesso non sono contraddistinti da una forte intelligenza, come anche le persone troppo ottimiste, fintamente allegre e fuori tono sono piuttosto insopportabili. Ma tra questo estremo e vedere sempre espressioni ingrugnite ci sono delle vie di mezzo. “Ridi che ti passa!” boh, non ti passa per niente e non c’è nulla da ridere, però con certe facce antipatiche vien da dire: “così ti passa ancor meno”, anzi “non ti passa proprio più” e “a me a vederti così, men che meno!”. Una caratteristica degli italiani dovrebbe essere quella di essere brillanti, affabili, simpatici. In questo ultimo periodo, forse è una mia impressione, ma la gente non è socievole proprio per niente. Non è colpa della crisi della quale  ci lamentiamo da anni, né del particolare periodo storico (salvo rare giustificate eccezioni). E’ proprio un atteggiamento per cui essere contenti è out. Incrocio sempre più persone cupe (senza motivazioni profonde), inverse e soprattutto scontrose o irascibili, specie le donne. E’ un vero peccato, considerando che la vita è una, e trascorrerla immusoniti è veramente triste.  Propongo un rimedio: godersi un po’ più la vita, seguendo i propri hobby, la propria famiglia, i propri figli, gli animali, facendo l’astronauta, due battute e ascoltando della musica per esempio. Di fatto forse c’è troppa competizione, gelosia, poca generosità d’animo la gara al “io sto peggio di te” – dunque posso permettermi di avere un’espressione  odiosa e a fartela pure pesare (in una frustrante gara a chi tocca prima il fondo). Diciamo che per fortuna c’è ancora qualcuno di intelligente che ha ancora voglia di scherzare, brillante, che sa fare battute divertenti con arguzia ed è capace di prendere la vita con un po’ di leggerezza – che non significa superficialità, bensì saper dosare sapientemente una buona dose di allegria e emergere dal livello medio di apatia. I bimbi in questo sono magici riescono a ridere di gusto con emozione. Loro sono diretti e spontanei. Bisogna imparare nuovamente da loro che, essere un po’ solari (non troppo, non parlo di tempesta solare!) aiuta a vivere meglio…