Il primo giorno di scuola…

imageNon si scorda mai! Dopo tre mesi di vacanze è giunto lui, il gran giorno, il primo giorno di scuola. Se un adulto ci mette varie settimane a riprendersi dopo solo due settimane di vacanza, un bambino dovrebbe aver bisogno di alcuni mesi per superare lo shock da rientro! Tuttavia si deve affrontare e si prende il coraggio. Ritorniamo al nostro giorno di scuola, partono – in giorni diversi a seconda delle regioni – le foto sulle bacheche di Facebook di mamme commosse e di bimbi infiocchettati, grembiulati e cartellati. Tutti i supermercati propongono offertone, ma poi si sa: non hanno i fogli col margine rinforzato, le matite hanno la punta che si sgretola, sono finiti i quaderni con la riga della misura giusta e le copertine sono gialle e blu mentre, ahimè, per matematica le maestre le richiedono verdi e per storia servono rosse. Per fortuna esiste la cartoleria davanti alla scuola, quella che non ti spieghi come mai non sia fallita guardandola da fuori e che ti rovina quando hai l’infausta idea di entrarci (e capisci come ha fatto a sopravvivere…). Bene, detto ciò, allo squillar della campanella, folle di bimbi, spingendosi sulle scale, entrano nelle classi accompagnati da genitori carichi come dei muli con cartelle di Violetta, Spiderman (miracolosamente ancora vivo!), mostri vari e principesse. Arrivati alla classe parte la spiegazione del programma, i bambini ascoltano ammutoliti quello che li aspetta e i genitori sono più basiti di loro… “ma ai nostri tempi non facevamo tutto questo?” in realtà probabilmente sì. Il dramma è che siamo bolliti e sono passati troppi anni visto che l’età media in cui si fanno figli è slittata in avanti. Dopo aver ascoltato tutto, sudati in una classe sovrappopolata, si esce per catapultarsi al lavoro con trenta cedolini da pagare, tutti rigorosamente in posta (l’home banking creerà un trauma alla segretaria quando vedrà un modulo impaginato diversamente), bellissimo poi il contributo volontario di 40 euro che non è volontario proprio per niente, libri da ritirare, materiali che non andranno bene (oh no! storia aveva la copertina blu e adesso?) e altri compitini da svolgere nelle prossime 48 ore. Nel frattempo i piccoli temerari graziati nell’orario – trattandosi del primo giorno – devono riprendersi dall’impatto di questa frenetica giornata che immaginata giorni prima sembrava tanto romantica, ma vissuta poi davvero perde un bel po’ del suo charme.

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