Piazza Arcobalena… tra applausi e critiche

 
inaugurazione piazza

Ebbene sì, tre giorni fa è stata inaugurata la nuova zona pedonale all’incrocio tra le vie Venini, Spoleto e Martiri Oscuri a NoLo. Una zona ipercolorata che ricorda la balena simbolo del quartiere. Alcuni abitanti, l’hanno ribatizzata proprio per questo “Piazza Arcobalena”.

 

Il quartiere è abitato da una cittadinanza attiva e culturalmente vivace, che cerca innovazione e modernità, senza tralasciare gli aspetti individuali e locali.

 

Creare questo spazio è stato necessario al fine di rendere più sicuri  l’ingresso e l’uscita dalla scuola primaria Ciresola, l’area di grandi dimensioni – per alcuni anche eccessive – può essere uno spazio di ritrovo; attorno si sviluppa una piccola zona ciclabile, ideale per quanti vogliono spostarsi in quartiere, anche e soprattutto con bambini.

 

Di parere contrario alcuni commercianti della zona, che hanno visto penalizzare la  propria posizione e coloro che, vista la nuova viabilità, devono allungare il proprio percorso per andare a lavorare in auto: non tutti hanno la fortuna di potersi spostare in bicicletta la mattina!

 

Il progetto è tuttavia ancora in fase di sperimentazione e rientra in una serie di interventi che fanno parte dell’urbanisitica Tattica. Questo nuovo spazio verrà arrichito con fiorere, rastrelliere e ping pong (mi chiedo che fine faranno le palline!). Si era parlato anche di panchine, ma il terrore “bivacco”, sta mettendo a rischio questa parte.

 

Anche i colori attuali giallo e blu, per alcuni troppo sgargianti, sono provvisori e probabilmente verranno sostituiti da una colorzione più sobria e adatta al contesto. Si vocifera che forse saranno presenti delle installazioni di design, parola che mi lascia sempre piuttosto perplessa, in quanto non sempre le opere di questo tipo sono di buon gusto…

 

Aspettiamo pazienti e fiduciosi di scoprire cosa succederà nelle prossime settimane in questa nuova e brulicante zona 30!

One House – Different Voices

 

# monclergenius
L’evento si è tenuto oggi 24 febbraio 2019 presso i Magazzini Raccordati di via Ferrante Aporti a Milano, in concomitanza con la settimana della moda milanese.
Un evento veramente ben organizzato, iniziando dalla location, un’area nel quartiere NoLo che si sta rivalutando e recentemente ha ospitato anche alcune installazioni durante la Milan Design week. Qui il design, la moda e un sapore post industriale si sono mescolati alla perfezione.
La struttura si è prestata ottimamente ad ospitare i capitoli della storia di Moncler Genius.
Assolutamente variegate e con un alto contenuto moda le collezioni presentate. Capi dalle forme e dai colori più diversi con una totale rivisitazione del concetto di piumino, molto lontano da quegli anni ’80 che molti della mia generazione ricorderanno. Visitando i diversi “padiglioni” ho trovato spettacolari l’1 – M. Pierpaolo Piccioli, con i suo lunghi capi eleganti, l’emozionante musica classica e l’accogliente parquet; il 7 – M. Fragment Hiroshi Fujiwara con la sua cascata virtuale; il bosco misterioso a tratti quasi inquietante del 4 – M. Simone Rocha, ma anche l’atmosfera floreale di 0 – M.Richard Quinn dove fiori neri si alternavano a piumini colorati e a un landscape quasi fiabesco. 3 – M. Grenoble ha mostrato invece un’atmosfera psichedelica dove blu elettrico, rosso e fuxia erano protagonisti assieme a musiche in tema. Divertente anche lo spensierato Moncler & Poldo dog couture, molto gradito dalle famiglie con bambini.
Molti i partecipanti, visibilmente appartenenti al mondo della moda, ma anche studenti, curiosi, artisti. Il personale impeccabile ha saputo gestire la folla in maniera eccelsa con rispetto e organizzazione. Sicuramente la registrazione on-line ha permesso una buona gestione del flusso di persone.
Veramente un evento degno di un grande brand! Complimenti!

Krav Maga – difesa personale

km

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Il Krav Maga è un’arte marziale volta alla difesa personale. Nasce in Israele nella prima metà del XX secolo grazie all’ufficiale dell’esercito israeliano, Imi Lichtenfeld, nato a Budapest esperto in tecniche di lotta occidentali (in particolare pugilato e lotta).

Recentemente in Europa ed in particolare in Italia si sta diffondendo l’uso di questa tecnica grazie anche alla sua velocità di apprendimento e alla crescente esigenza di doversi difendere.

Imparare a proteggersi è importante per tutti, uomini e donne di qualsiasi  età. I tempi sono molto cambiati, gli uomini sono spesso inclini a seguire corsi per la propria sicurezza, ma nelle donne c’è ancora una certa diffidenza nel difendersi, nel prendesi cura di sé stesse.

Le donne hanno il diritto e il dovere di proteggersi dalle numerose forme di aggressività che la società presenta. Quindi non si parla solo di una formazione fisica e di un allenamento che sono comunque necessari, ma proprio di un training psicologico che aiuti a superare i retaggi in parte legati alla nostra cultura e in parte alle paure che possiamo avere.

Spesso capita di essere spaventate all’idea di rincasare sole la sera, di non essere accompagnate da qualcuno e l’idea di difendersi può intimorire perchè fa pensare al rischio potenziale, con il risultato che non si fa nulla sperando di non trovarsi in situazione critiche.

Ma in realtà farsi rispettare è importante in tutti gli ambiti della nostra vita e l’atteggiamento giusto, la forma mentale adeguata aiutano a prendere sicurezza e ad affrontare diverse situazioni, non solo quelle estreme dove si rischia la propria incolumità.

Avere conoscenze in ambito di combattimento, disarmo, sono competenze che non tolgono nulla alla femminilità – da sempre le donne sono le prime a lottare per la propria famiglia, i propri figli e a volerli proteggere, fa parte della vita.

Non tutti i corsi sono fatti bene e non devono aver lo scopo di  fomentare odio o violenza, o spaventare ancora di più, al contrario, devono insegnare a saperla controllare, gestirla senza trascendere in loop distruttivi. E’ quindi importante informarsi e leggere prima di scegliere la scuola da seguire…  Per esempio una scuola molto seria è il Krav Maga Study Center di Milano dove gli istruttori sono seri e qualificati, attenti alle persone e ai singoli bisogni.

Il krav maga è una disciplina poco conosciuta di fatto e a volte interpretata in maniera non esatta, è una tecnica di difesa democratica che insegna alle persone di tutte le culture a difendersi con strategia, un perfetto bilanciamento tra fisicità e psicologia, e proprio per questa sua stessa natura si adatta a target anche molto diversi.

“Tesoro quale sport vorresti fare?”

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“Non saprei mamma, però l’importante è che non sia faticoso”, ecco. Iniziamo bene. Sempre di più i nostri figli conducono una vita sedentaria, soprattutto se si vive in una grande città come Milano. A questo però bisgona aggiungere che esistono due categorie estremiste che da buon genitore bisognerebbe cercare di evitare, da un lato  i maniaci dello sport, quelli che vogliono che il figlio sia un piccolo campioncino da esibizione e dall’altro i super-intellettuali che fanno fare nel tempo libero quasiasi attività al figlio purchè sia “intelligente”, meglio se dotata di laboratorio.

Ora un pochino di sport non guasta, da tutti i punti di vista, psicologico e fisico e a scuola ne fanno sempre meno e lo fanno male. Anche la ricreazione è molto sedentaria e spesso salta pure. Dunque andiamo a caccia di uno sport per il piccolo…

Si comincia a guardare i volantini a scuola, sono tutte arti marziali “Ju Jitusu”, “Karate”, “Judo” ecc. Non male se uno non avesse un figlio che esordisce con l’esclamazione “mamma l’importante è che non sia un’arte marziale e non voglio fare cose con capriole”, ok la cerchia si restringe… allora passiamo ai giochi con la palla “no però, ti prego calcio no è proprio da ottusi e rugby mi faccio male”, “amore però il calcio lo fanno anche gli altri compagni..” “no grazie poi è scomodo e devi prendere la macchina… ” Incredibile mai si sarebbe preoccupato dei miei trasporti, ok, non gli piace. Pallavolo? “No”, Basket? Hanno messo il corso alle 6 di sera e dopo una giornata di scuola si potrebbe infartare, Rugby? non gli piace e in effetti è troppo esile me lo schiacciano… Passiamo all’acqua… nuoto? Si ma poi piscina su giu’ costume, doccia, ciabatte, verruche, sinusite… “allora tesoro dammi tu un’idea…” e qui arriva la meraviglia: “vorrei fare tuffi acrobatici, salto con l’asta o tiro col giavellotto… oppure tiro con l’arco”. Ecco facile da trovarsi no? Miracolosamente trovo i tuffi..Chiamo la scuola e una villanissima segretaria mi invita a iscrivermi sul sito dove anticipa essere tutto esaurito, però c’è ancora un posto fantastico disponibile alle 2 del pomeriggio, comodo vero, visto che i bimbi sono a scuola fino alle 4 e mezza? Salto con l’asta solo il venerdì alle 4 dalla parte opposta della città e poi dai quando userà mai l’asta…tiro con l’arco dove lo trovo? E il lancio del giavellotto, ammetto mi sono arresa e non ho guardato!!

A questo punto iniziamo a guardare tutti gli sport nelle polisportive, pensando di portarci anche il fratello, ma è incredibile non ce n’è una che abbia corsi paralleli per più fasce di età dunque se sistemi un fratello l’altro è fuori ed essendo tutte in zone periferiche, chiaro una volta che ci vai ci porti tutta la famiglia… Tennis? Carissimo? Club privati… Ancor peggio.

Detto questo un po’ disperata sento che voglio uscirme… “no dai escludendo aquilone estremo, golf e briscola … cosa possiamo fare? “, “Ci sono mamma, i miei compagni si sono iscritti a Circo, Scacchi e Catechismo”. Ecco a questo punto una lacrima mi stava per scendere, prima l’ho immaginato con un naso rosso, malinconico come i clown e una trombetta, poi curvo sulla scacchiera e infine l’ultimo ecco proprio chiamarlo sport…!

E’ evidente che fare una sana e continua attività fisica a Milano non è facile, molte scuole sono carissime e le altre hanno orari o posizioni scomodi…  l’unica è trovare qualche attività dentro la scuola. Quando sconsolata stavo rinunciando abbattuta..  arriva l’ultimo volantino, quello con scherma proprio nell’orario giusto che mi porta il piccolo sventolandolo con un sorrisone e dicendo “siamo ancora in tempo??”… che sia la volta buona? Incrociamo le dita devono raggiungere almeno i 15 iscritti…

Magica Milano tra misteri e arte


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Si è convinti sempre di conoscere tutto della propria città, ma non è così,  anzi talvolta si scopre di conoscere veramente poco. L’altro giorno navigando su Internet (e poi c’è ancora chi sostiene di essere “contro”) ho letto di una Chiesa proprio in una zona centrale nota per avere un Santuario del 1500 con acque terapeutiche, taumaturgiche, energetiche. Si chiama Santuario di Santa Maria alla Fontana, luogo che viene paragonato in molti testi a Lourdes e a Medjugorje in quanto sede di apparizioni Mariane. Incuriosita, non potevo non andare a visitarlo. Inizialmente mi sono trovata davanti una chiesa grande e in ristrutturazione, transennata con operai all’interno che lavoravano e obiettivamente non ho sentito particolari emozioni se non una grande voglia di andarmene, poi ho visto un cancelletto sulla destra e un sentiero, quale invito migliore a seguirlo, da lì una scala in discesa che a questo punto dovevo proprio percorrere, scendo e mi sembra di entrare in un altro mondo! Affreschi, luce, piante… inizio a camminare nel cortile porticato seicentesco, quando sento un rumore di acqua, ho trovato la famosa sorgente, le 11 fonti dalla quale sgorga la famosa acqua (ora dell’acquedotto milanese e non più pare con proprietà terapeutiche), ma dicono tutt’ora ricca di energia positiva. Entro nel santuario, diverso dalla maggior parte delle chiese spesso cupe e angoscianti e vedo affreschi del 1500 molto belli e curati contraddistinti da bellissimi colori, una grande luce e il rilassante rumore dell’acqua che sgorgava. Si alternano misticismo, simboli cabalistici e religione.  Vi assicuro un luogo molto particolare, rilassante, un’energia unica di pace. Al di là di qualsiasi credenza, l’atmosfera era veramente incredibile, un profumo di mughetto entrava dalla porta, e’ stato veramente bello. Un posto pseudo sconosciuto, magico, proprio a pochi passi dalla frenetica città.

Le mini porzioni dei ristoranti milanesi

piattone

Ora è molto trendy dire “less is more”, è un modo di dire che amo anche perchè mi infastidisono parecchio le persone che usano mille parole per dire semplici concetti. Però quando vado al ristorante, no!

A Milano, soprattutto in centro, ma non solo anche a Venezia o in altre città stanno imperando piccoli ristoranti, talvolta “travestiti” da trattorie che a prezzi decisamente alti ti offrono porzioni a dir poco ridicole. I più generosi offrono anche il menu del giorno a 10/12 euro in cui ti viene portato il piatto della Barbie sia come quantità che come qualità.

Ora non voglio la porzione da buzzurro con piatto straripante, conosco il galateo, siamo sempre un po’ tutte a dieta, però essere presi in giro no! E’ già terza volta nella settimana che mi viene portato la portata principale che occupa in tutto la superificie di 8 cm per 5 cm con il seguente contorno: 4 dico 4 foglie di soncino affranto dal caldo, 3 pomodorini ciliegini acerbi tagliati in 2 (così sembrano 6), nei casi più fortunati mezzo pomodoro (piccolo ça va sans dire!) grigliato.. Solo raramente arrivano anche 2 fiammifferi di carota sbiadita e secca recuperata dal sacchetto del discount.

Con i primi piatti ancora si riesce a sopravvivere, sconsiglio viviamente i ravioli perchè altimenti piu’ di tre non ne arrivano, meglio una pastasciutta tradizionale. Con i secondo è follia pura, prosciutto e melone: di solito arrivano due fette di prosicutto svenute su una triste fetta di melone e stop, ma li paghi come una bistecca di angus; se poi prendi il polipo  ti arrivano due cubetti microscopici in un mare di patate spesso mezzo crude ed insipide. L’insalata di pollo è ancora un mistero, ossia il pollo dov’è andato? Rimane un minuscolo dettaglio anche lì un po’ secco sepolto sotto una malinconica insalatina ingiallita, se chiedi una bella insalatona ti arriva una cofana gigante dove in fondo al piatto a forma di imbuto vedi il contenuto minuscolo e spesso con in cima l’uovo sodo  verde e ovviamente mai intero, sommerso da palline gialle di mais indigeribili!

Sui dolci nemmeno da parlarne altrimenti il tuo menu del giorno lievita in un nano-secondo a 20 euro e comunque non ti perdi molto perchè sono sempre i soliti tre dolci banali e citati con accetto sbagliato e svogliato: in particolare il crème caramel che diventa un odioso creeemecarameel, panna cotta e torroncino affogato. Ma tanto è demodé dunque nessuno lo prende, meglio il gelato di tendenza nel locale di fronte, dove paghi 2.50 euro per una coppetta da gnomo di Biancaneve, ma hai così fame (data l’esperienza del pranzo) che non puoi farne a meno (ieri per altro hanno chiesto ad una signora davanti a me se voleva anche il biscottino tipico del gelato e glielo hanno fatto pagare 50 centesimi in più!).

Io la trovo una truffa, per altro sulla quale nessuno dice nulla se non un rassegnato “beh si sa siamo in centro…” si sa proprio per niente, non esiste che si vada avanti così, i prezzi dovrebbero essere meno gonfiati e la qualità/quantità almeno decorose…  “…much more is better”!

 

 

Festa della Maggiolina 2016

In questo momento 21 maggio, è in corso la festa della Maggiolina a Milano. Si tratta di un appuntamento che si svolge ogni anno. Si inizia con una corsa/maratona non competitiva per 4 km a cui partecipano tutte le famiglie anche non necessariamente atletiche. La destinazione è la scuola di Viale Brianza dove si svolge una vera e propria festa con banchetti, salsicce e musica! La parola d’ordine è “amicizia”! Qui si trovano famiglie appartenenti a culture, religioni, etnie molto diverse e condividono libri, sapori e tradizioni dei loro paesi. I bambini giocano tra di loro e i genitori hanno modo di scoprire e condividere gusti e curiosità di paesi lontani. Unica nota non positiva il traffico durante le corsa. Nonostante alle macchine si fosse richiesto di fermarsi, varie spazientite hanno cercato di passare ugualmente o hanno iniziato a suonare con rabbia il clacson. La corsa non è durata tanto tempo e il traffico veniva bloccato solo a tratti per al massimo 5 minuti. Un po’ di pazienza e civiltà non guasterebbe, specie quando si vede che ci sono dei bambini…