Le mini porzioni dei ristoranti milanesi

piattone

Ora è molto trendy dire “less is more”, è un modo di dire che amo anche perchè mi infastidisono parecchio le persone che usano mille parole per dire semplici concetti. Però quando vado al ristorante, no!

A Milano, soprattutto in centro, ma non solo anche a Venezia o in altre città stanno imperando piccoli ristoranti, talvolta “travestiti” da trattorie che a prezzi decisamente alti ti offrono porzioni a dir poco ridicole. I più generosi offrono anche il menu del giorno a 10/12 euro in cui ti viene portato il piatto della Barbie sia come quantità che come qualità.

Ora non voglio la porzione da buzzurro con piatto straripante, conosco il galateo, siamo sempre un po’ tutte a dieta, però essere presi in giro no! E’ già terza volta nella settimana che mi viene portato la portata principale che occupa in tutto la superificie di 8 cm per 5 cm con il seguente contorno: 4 dico 4 foglie di soncino affranto dal caldo, 3 pomodorini ciliegini acerbi tagliati in 2 (così sembrano 6), nei casi più fortunati mezzo pomodoro (piccolo ça va sans dire!) grigliato.. Solo raramente arrivano anche 2 fiammifferi di carota sbiadita e secca recuperata dal sacchetto del discount.

Con i primi piatti ancora si riesce a sopravvivere, sconsiglio viviamente i ravioli perchè altimenti piu’ di tre non ne arrivano, meglio una pastasciutta tradizionale. Con i secondo è follia pura, prosciutto e melone: di solito arrivano due fette di prosicutto svenute su una triste fetta di melone e stop, ma li paghi come una bistecca di angus; se poi prendi il polipo  ti arrivano due cubetti microscopici in un mare di patate spesso mezzo crude ed insipide. L’insalata di pollo è ancora un mistero, ossia il pollo dov’è andato? Rimane un minuscolo dettaglio anche lì un po’ secco sepolto sotto una malinconica insalatina ingiallita, se chiedi una bella insalatona ti arriva una cofana gigante dove in fondo al piatto a forma di imbuto vedi il contenuto minuscolo e spesso con in cima l’uovo sodo  verde e ovviamente mai intero, sommerso da palline gialle di mais indigeribili!

Sui dolci nemmeno da parlarne altrimenti il tuo menu del giorno lievita in un nano-secondo a 20 euro e comunque non ti perdi molto perchè sono sempre i soliti tre dolci banali e citati con accetto sbagliato e svogliato: in particolare il crème caramel che diventa un odioso creeemecarameel, panna cotta e torroncino affogato. Ma tanto è demodé dunque nessuno lo prende, meglio il gelato di tendenza nel locale di fronte, dove paghi 2.50 euro per una coppetta da gnomo di Biancaneve, ma hai così fame (data l’esperienza del pranzo) che non puoi farne a meno (ieri per altro hanno chiesto ad una signora davanti a me se voleva anche il biscottino tipico del gelato e glielo hanno fatto pagare 50 centesimi in più!).

Io la trovo una truffa, per altro sulla quale nessuno dice nulla se non un rassegnato “beh si sa siamo in centro…” si sa proprio per niente, non esiste che si vada avanti così, i prezzi dovrebbero essere meno gonfiati e la qualità/quantità almeno decorose…  “…much more is better”!

 

 

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