Auguri Donne!

 

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L’8 marzo come sappiamo si festeggia la Festa della donna, ossia, per dirla bene, la giornata internazionale della donna, che è stata istituita per ricordare da un lato le conquiste politiche, sociali ed economiche delle donne, dall’altro le discriminazioni e le violenze da loro subito nella storia.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale si è fatto per molto tempo risalire la scelta dell’8 marzo ad una tragedia accaduta nel 1908, che avrebbe avuto come protagoniste le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, rimaste uccise da un incendio. In realtà sembra che questo fatto non sia mai accaduto, e probabilmente sia stato confuso con l’incendio di un altra fabbrica tessile della città, avvenuto nel 1911, dove morirono 146 pesone, tra le quali molte donne.

Ma torniamo ai nostri giorni, all’8 marzo – oggi.

L’atteggiamento delle donne nei confronti di questa ricorrenza è ambivalente, da un lato c’è una grande parte della popolazione che si riconosce in questo momento: festeggia, celebra e manifesta la giornata; dall’altro una parte di donne piuttosto innervosita o addirittura offesa da questo evento in quanto si sente trattata come una “specie protetta” che non dovrebbe essere ricordata solo “una volta all’anno”.

Di fatto si tratta di una festa, ricevere una mimosa trovo che comunque sia gradevole e le intenzioni di chi compie un gesto gentile siano comunque da apprezzare, in un mondo come sappiamo, sempre più nelle mani di gente scortese e maleducata.

Particolarmente interessanti le iniziative no profit che verranno svolte in protezione delle donne e dei loro diritti oggi.

Trovo anche simbolicamente importante l’idea di concedere l’ingresso gratuito alle donne a musei, aree archeologiche e monumenti gestiti dallo Stato, a partire da quest’anno. Un piacevole regalo da parte del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. In questa occasione verranno anche organizzate visite, eventi e manifestazioni a tema, da selezionare sul sito del Ministero, con la finalità  di sottolineare l’importanza di questa giornata dedicata ai diritti delle donne.

Diciamo che il free-pass per donne è sempre stato molto apprezzato, quando da giovani si andava in discoteca, il fatto di avere questo trattamento privilegiato poteva non essere così male..! Dunque ben venga questa agevolazione, se poi vogliono anche protrarla, non mi offenderei, semmai troverei vantaggioso il risparmio! Non risolverà i problemi dell’universo femminile, ma è un gesto che comunque esprime una volontà di migliorare le cose.

Nelle città si svolgeranno una serie di eventi serali dedicati alle donne e qui si trova un po’ di tutto. La cosa più squallida a mio avviso sono i terribili streep tease maschili, su Internet si trovano vere e proprie locandine che invitano le donne a ritrovarsi con amiche e riunirsi per guardare lo spettacolo, questo secondo me è il lato più triste, mi rendo conto dello spirito gogliardico, ma non è di mio gusto, lo ritengo il lato più deteriore… Come trovo anche molto banali le cartoline con mimose e le frasette smielate che girano su Facebook. Basta parole se si vuole dimostrare la propria indignazione e lottare per le donne non sono 4 parole qualunque in rete che aiutano.

Le donne devono ancora conquistare parecchi diritti, in molte parti del mondo, ma anche nell’Italia stessa dove ci sono ancora molte forme di discriminazione e essere donna e tutt’altro che facile e anche noi viviamo in un retaggio culturale dove tendiamo a sottovalutarci e a non ritenerci all’altezza di alcune situazioni, o al contrario di manifestare un eccesso di aggressività spesso non giustificata. Cosa dire? Coraggio andiamo avanti con rispetto e dignità, nei confronti degli altri e di noi stesse in primis.

 Auguri a tutte le donne, o almeno a quante hanno piacere di riceverli e un grazie a chi lotta ogni giorno anche per noi e i nostri diritti, che sia donna o sia uomo.

Starbucks aprirà anche a Milano

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Negozi che chiudono, ma non solo, anche nuove catene che aprono! E così Milano ancora una volta è al centro di una novità e questa volta particolarmente interessante per il mercato Italiano. E’ da tempo che se ne parla ed ora tutti i giornali annunciano questa notizia: anche da noi sbarcherà  l’iconico Starbucks.

Ne ha da poco dato comunicazione proprio Howard Shultz, amministratore delegato di Starbucks,  e nel 2017 potremo così festeggiare la grande apertura della caffetteria più diffusa al mondo.

La società americana lavorerà in partnership con il gruppo Percassi, che sarà il licenziatario unico per l’Italia.

Il gruppo Percassi è un colosso, è stato fondato nel 1976. Oltre a possedere dei marchi come Kiko Milano e Madina (cosmetica) e Vergelio (calzature), lavora nella gestione e nello sviluppo in Italia di grandi marchi internazionali come Gucci, Polo Ralph Lauren, Nike, Victoriàs Secret e Lego.

Ma come sarà questo nuovo Starbucks Milanese? Sarà un locale di design nel centro, in armonia con la città e con una musica ad hoc pensata per il gusto locale. A seguire già si parla di Venezia, altra città cosmopolita Italiana centro di turismo ed eccellenza.

Sicuramente si tratterà di una sfida, in Italia esiste una particolare cultura del caffè, in particolare dell’espresso che mi è capitato di incontrare specie al sud, in particolare a Napoli. A Milano cappuccini, frappuccini e simili golosità sono apprezzati e diffusi. Sicuramente il brand sarà all’altezza di soddisfare i gusti più diversi, come ha già fatto all’estero.

Benvenuto dunque a questo marchio americano nel nostro mercato Italiano! Attendiamo curiosi di assistere al gran giorno!

 

Il bullismo femminile adulto

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Ebbene sì, il bullismo non è solo un fenomeno che riguarda i giovani, ma può verificarsi ad ogni età. Il bullismo adolescenziale giovanile è gravissimo e va assolutamente trattato nella maniera adeguata, ma per questo lascio la parola agli esperti, in particolare agli psicologi.

Io mi limiterò ad analizzare e commentare quello che a mio avviso è un fenomeno sociale interessante ai nostri tempi: il bullismo femminile adulto.

Da quanto si legge anche in rete riguarda donne non necessariamente giovani, con gravi problemi relativi all’auto percezione della propria immagine, e diversi insuccessi alle spalle. Si tratta di donne complicate, spesso senza figli o con figli grandi, che hanno poca cura della propria persona o ce l’hanno maniacale.

Queste persone di fatto sono delle infelici, partendo dalla sfera sentimentale, ma anche in quella professionale o nelle amicizie. Sono in eterna competizione con gli altri, sotto tutti i punti di vista: invidia, gelosia e rivalità sono le loro parole d’ordine, specie nei confronti delle altre donne e hanno bisogno di un capro espiatorio che varia periodicamente.

L’importante per queste persone è essere al centro dell’attenzione di tutti, in particolare all’interno del gruppo dei pari del quale hanno un  bisogno smisurato di consenso. Tale consenso è tanto più prezioso, quanto più ottenuto da una persona più giovane, vincente, oppure ancora meglio di sesso maschile con i quali flirtano nonostante il loro interesse effettivo sia nullo.  Con le altre donne del gruppo, tendono ad avere un atteggiamento poco sincero, parlano a voce alta per farsi sentire da tutti, cercano le più fragili, fingono complicità, affinità, vittimismo  per poter avere delle adepte da plagiare, per sentirsi più forti e forse per colmare un grande vuoto attorno a loro, anche se di fatto disprezzano la maggioranza di coloro che le circonda.

Non bisogna farsi intenerire, sebbene con una situazione difficile, parliamo di donne bulle dunque di “predatori urbani”, il cui scopo sarà quello di nuocere agli altri per emergere maggiormente, per farsi notare, magari per fare carriera, più soldi o conquistare qualcuno o per non so quale obiettivo.

Come citano i testi, queste persone operano in maniera indiretta, tramite gossip, diffamazione, parole non dette, allusioni,  – esattamente come avviene nell’età adolescenziale! Usano provocazioni per poi fingersi loro le vittime e nei loro racconti manipolatori inseriscono  particolari veri che rendono le storie credibili, con tanto di lacrime e proposte di impersonare il ruolo di “giustiziere”delle cause perse. L’ambiente attorno a loro difficilmente sarà sano e felice.

Una volta identificata e riconosciuta questa forma di bullismo, che cosa fare? Possono esserci diversi rimedi per affrontarla, di fatto sono sconsigliati tutti i metodi che potrebbero fare degenerare la situazione. Gli articoli di pedagogia parlano di reinserimento e rieducazione, certo ma quando si tratta di persone in età ancora “recuperabile”. In questo caso invece parliamo di persone di una certa età, quindi la soluzione migliore è armarsi di tanta pazienza, non cadere nelle trappole puerili e fare tranquillamente la propria vita,  con la serenità e l’equilibrio che queste persone invece non riescono ad avere.

Il mal di testa e la cervicale…

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Negli ultimi anni ho sofferto di mal di testa molto forti che partivano dalla zona cervicale, le ho provate tutte, ma non passava. Nel momento della disperazione, un anti-infiammatorio in particolare, è stato la mia salvezza, ma non si può solo curare il sintomo e come sappiamo questo tipo di farmaci ha anche vari effetti effetti collaterali. Ho provato con i massaggi come mi consigliarono vari medici ed esperti, sicuramente di aiuto, ma non risolutivi, sono passata a tutte le creme possibili, da farmacia prima e alternative poi comprese arnica, artiglio del diavolo e zampe di pipistrello, argilla, acqua calda e fredda, ma niente, ho allungato e accorciato tacchi, spostato lo schermo del pc, vicino, lontano, in alto e in basso, nulla. Allora ho pensato che fosse colpa della vista dunque oculista, ottico più occhiali, meno occhiali, nulla, lenti gialle, scure e chiare. Poi la luce, più forte, meno forte, nulla… Un giorno poi ho scoperto che soffrivo di reflusso esofageo, esattamente, quello che riguarda la stomaco. Colpa lo stress e una passione estrema per il cioccolato e i formaggi. Beh insomma non ci crederete, ma ho iniziato a seguire una cura per il reflusso, cambiare cuscino e usare un cuscino da cervicale, comprato al supermercato, nemmeno costruito da un ortopedico, a dormire con una posizione più rialzata per favorire la digestione, meglio se supina e… il miracolo! Mi è passato il mal di testa. Rivedo la luce. Incredibile quanto le nostre parti del corpo siano collegate, nessun medico era riuscito a darmi una soluzione e ormai quasi ogni settimana ero colta da questi terribili dolori. Ora leggendo qua e là vedo che alcuni avevano già individuato una possibile correlazione tra stomaco e cervicale, che da primo acchito sembra folle. Ho voluto condividere questa esperienza, chissà che non possa aiutare qualcun altro come è stato con me!

Milano, via Gluck, una canzone, tante realtà…

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Ci siamo, 13 febbraio 2016, la canzone di Adriano Celentano, “Il ragazzo della via Gluck” compie 50 anni, ossia mezzo secolo e per questo anniversario saranno presenti una serie di iniziative nella omonima zona milanese. Dalle parole della canzone si potrebbe pensare che  via Gluck si trovi in una lontana periferia, in realtà siamo proprio dietro alla stazione Centrale, dunque in una area ora tutt’altro che marginale. Questa superficie è oggetto di diverse discussioni per progetti di riqualificazione del territorio, e come si legge su vari giornali, di attività per combattere il degrado.

Ma torniamo alla serie di eventi che si svolgeranno domani, un programma fitto e volto a coinvolgere cittadini milanesi e non solo.

La giornata inzierà alle ore 10.30, presso Fermo Immagine Museo del Manifesto cinematografico dove sarà presente un mercatino vintage a tema musicale. Nel pomeriggio alle 16.00, davanti al numero civico 14 – dove il cantante è nato il 6 gennaio 1938 – è in programma l’esibizione canora dei ragazzi di una scuola media della zona e un’operazione di flash mob : Cantiamo Il Ragazzo della via Gluck in via Gluck, promosso dall’associazione Amici della MartesanaGreco e Legambiente. Si tratta di una manifestazione dove ci sarà anche molta interazione tanto che i partecipanti potranno portare i propri strumenti musicali e sarà l’occasione per cantare anche assieme, naturalmente  con un look  anni ’60 ed essendo sabato grasso nessuno si stupirà particolarmente, dunque anche i più timidi potranno approfittarne. Infine, alle 16.45, nuovamente al Fermo Immagine, il tema musicale continuerà… Dunque un mix di musica, solidarietà e amore per la propria città!

Mi sembra un appuntamento interessante per i milanesi, anche per chi non è propriamente di questa zona. La canzone descrive una realtà ormai molto lontana, la città è molto cambiata e il suo livello di urbanizzazione cresce ogni giorno. Anche nelle scuole della zona la “via Gluck” è oggetto di studio e spunto di riflessione per insegnanti e studenti. Esistono associazioni come 4tunnel che abitualmente si impegnano per valorizzare queste aree, contro il degrado e a favore dei cittadini. Milano, è anche questo… aiutiamo la nostra città, ognuno come può, con i propri mezzi, insegnando ai nostri figli un po’ di rispetto ed educazione civica, è un investimento che al di là di tutto poi ci ritornerà.

 

Un carnivoro al ristorante vegano

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“Tesoro, ci ha invitato una coppia di miei amici al ristorante per sabato sera ti va bene?”, “sì certo dove andiamo?” “ehm al ristorante vegano…”. “Stai scherzando vero? Io carnivero convinto, appassionato di maionese e ciccioli, inventore della salsa rosa con l’aceto balsamico e promotore della tar tar… al vegano, sei impazzita? Rilancia con la churrascheria!”… “tesoro sono vegetariani, però se vuoi va bene anche una pizza…”. “Boff… ci daranno 4 verdure speziate ad un prezzo esorbitante, ma se proprio insisti…”. Morale dopo qualche lamentela, il manifesto alla piramide alimentare, il concetto che il leone ti mangi ugualmente e idem lo squalo, prendiamo la decisione. Si accetta e si prova!

Appuntamento ore 19.30 all’Alhambra, ristorante vegano di via San Gregorio a Milano, con inclinazione etnica, dove scegliamo dal bancone un “cartoccino” di verdure miste, modello self service. Ci trasferiamo poi in una seconda sala dove i piatti ci vengono serviti su un piatto normale accompagnati da un ottimo hummus con dello squisito pane nero.

Spesso mi capita di scegliere menu vegetariani nei ristoranti in quanto, specie nella cucina orientale (indiana, srilanka e simili), le carni sono molto cucinate e poco digeribili, dunque non è raro che  scelga piatti a base di verdure, non sempre però sono all’altezza delle aspettative in quanto troppo speziati o piccanti.

Devo dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi, il seitan era preparato bene, con una salsina delicata e non aveva il sapore di chewingum di altri posti, le verze nere erano molto buone e idem il riso. La zucca al forno era particolarmente appetitosa e idem la farinata. Solo la lasagna non era un granchè, in questo caso l’errore è stato di voler ricercare dei piatti “già familiari” alla nostra alimentazione quotidiana, mentre è meglio assaggiare proposte diverse. I dolci non mi sono particolarmente piaciuti, ma ammetto che la panna vegetale era assolutamente identica a quella animale. Penso che si potrebbe riutilizzare anche a casa per preparare dei dessert. Anche il mio “cacciatore” di fondo era soddisfatto, ha ammesso che avevamo fatto bene a provare questo ristorante diverso, che alla fine aveva anche un prezzo moderato, al contrario di molti altri vegetariani/bio che sotto il cappello del veg, ne approfittanto per portarti dei conti imbarazzanti e comunque la compagnia piacevole ha reso il tutto più gradevole!

L’esperienza direi che è stata proprio positiva, il segreto in questi casi è quello di provare un po’ di tutto, anche per imparare a cucinare le verdure – che di fatto sono salutari – in maniera alternativa, più sfiziosa e comunque sapere che per una sera si è mangiato in un luogo “cruelty free”, mi ha fatto stare bene anche psicologicamente…sicuramente da riprovare!

 

Oggi Prevendita per il concerto di Gilmour…

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…Una vera avventura! Il chitarrista e cantante dei Pink Floyd si esibirà per due sere consecutive all’Arena di Verona, il 10 e l’11 luglio 2016. Presenterà il quarto album da solista, Rattle That Lock, che a 19 settimane dall’uscita è stabile nella top 100 della Top Album Combined ed occupa attualmente la posizione numero 49. Dunque imperdibile. Gli spettacoli in Italia, per altro, saranno solo questi due, in prevendita da oggi.

Decidiamo dunque di acquistare i biglietti proprio oggi, giorno di inaugurazione della prevendita su Ticketone. Mio marito mi dice di “preparami”, perchè lui non potrà farlo e li vendono velocemente. Mi consiglia di essere pronta e scattante per le 10.00 in punto. In passato avevo già usato il sito, comunque mi ricorda brevemente il funzionamento, la possibilità di scegliere i posti da una sorta di “mappa” dell’Arena, le modalità di pagamento e un rischio che ci potessere essere un grande interesse per lo spettacolo soprattutto da parte dei bagarini, ossia persone che acquistano i biglietti per rivenderli a prezzi gonfiati.

Perfetto, per curiosità faccio un giro sulla rete e scopro un mondo… Il mondo dei bagarini on-line, persone che utilizzano dei software ad hoc in grado di comprare anche diecimila biglietti assieme, si chiamano Ticket Bots e costano molto (insomma non posso acquistarli e non è fair!). Poi navigando scopro anche miriadi di offerte di lavoro per chi vuole fare il bagarino on line free-lance. Confesso per me il bagarino è un tizio, diversamente elegante, con voce sgarbata che urla davanti ai concerti, cercando di fregarti con biglietti carissimi… Quello on line, free-lance, un po’ geek ha un profilo molto più charming. Di fatto, più o meno di stile, comunque si tratta di una fregatura. Ma a questo punto la competizione si fa più intensa, se un software si spara diecimila biglietti in un nano secondo, io al secondo numero due sono già fregata. Bene, accetto la sfida.

Ore 9.45 suona la prima sveglia di “allerta”, per ricordarmi che mi devo posizionare davanti al pc e  – ovvio – in contemporanea suona il citofono e arriva il tecnico della caldaia, proprio mentre stavo per prepararmi alla caccia al biglietto, gli apro, lo saluto, più o meno frettolosamente, lo accompagno nel bagno dove deve lavorare e mi inizio ad incollare al pc. Ore 9.50, il gatto vomita. No proprio adesso? Devo correre a vedere cosa succede poveretto, per fortuna sta bene, solo pelo, ok lo pettino dopo, pulisco tutto al volo e ritorno al pc. ore 9.55 suona una seconda sveglia, ok è proprio il momento, ci siamo quasi, il tecnico della caldaia inizia dal bagno con voce disperata: “signoraaa c’è da cambiare tutto, perde, la seprentina è bucata, il rubinetto spanato”, bene quale momento peggiore, ovvio non sto a discutere ora sul numero di fori di una schifosa serpentina bucata e ammuffita… “un attimo ora non posso…faccia pure quello che serve, mi basta spendere poco”, ore 9.59, inizio con i refresh alle pagine, ancora nulla, scattano le 10.00, ancora nulla, refresh di nuovo come una pazza, sìììì parte sono in vendita… ok vado alla poltronissima – per una volta dai si può fare… no, però, aspetta cerco di vedere dove sono posizionati perchè se no poi magari siamo seduti da parti opposte… ma? Non c’è la mappa, e qui perdo quei tre secondi di troppo, riclicco… tutto sold out, ma come… corro immediatamente su tutte le altre soluzioni, poltrona mediocre, seggiolina, sgabello, appeso al capitello dell’arena: sold out – sold out – sold out – sold out. E adesso? Schizzo sul giorno seguente, il lunedì, pessimo devo prendermi pure dei permessi, amen magari ora dell’11 di luglio non ci sarà troppo da fare, tutto sold out… no aspetta provo il posto orrendo quello senza numero, da ragazzino giovane, quello che mi fa venire la sciatica, per cui devi presentarti 4 ore prime e sicuramente farà troppo caldo o grandinerà (mi ricordo lo scorso a Venezia pioveva così tanto che mi veniva da piangere per il freddo pur essendo agosto…). Sì! Ce ne sono ancora due, forse gli ultimi? Fatto li prendo clicco, sono miei!! No no non lo sono ancora, ho 16 minuti circa per terminare l’acquisto, beh dai sono tanti, in teoria, in pratica sono pochissimi, soprattuto se la carta di credito non funziona, caccia ad un metodo alternativo di pagamento… intanto i secondi scorrono, oh no qui li perdo per sempre… Voglio il Corriere Espresso? Si voglio tutto anche l’assicurazione e un ansiolitico di cui avrò bisogno se non riesco a concludere questo acquisto entro pochi secondi. Fatto, finito confermato, sono proprio sicura? Ovvio, che lo sono basta, datemi i biglietti! Presi! Sono sfatta, stremata ed euforica, quasi felice, non se se più per i biglietti o perchè ho fregato i bagarini on line! Se non avessi perso quei due secondi per cercare la mappa forse avrei preso la poltronissima del giorno prima, invece del posto miseria, pazienza. Guardo l’orologio 10.02. Cioè, tutto questo piccolo dramma si è svolto in due minuti? Ero convinta ne fossero trascorsi almeno 20. Torno alla realtà, alla caldaia, too late, è smontata e sta per uscire dal bagno assieme al tecnico che non ha perso tempo… “signora buon concerto, comunque gliela riporto domani” e se ne va! E ora sono senza acqua calda, avrò un conto devastante e ho due biglietti mediocri ma vedrò il grande Gilmour e soprattutto… sono felice di aver fregato il software da mille euro!

Chiuso definitivamente Coin di piazzale Loreto

  

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Un altro luogo storico milanese si chiude, dopo 50 anni, come riportano diversi articoli. Peccato! Settimana scorsa passandoci davanti ho temuto, ma sperato che fosse solo un momento di ristrutturazione. Un bello store, su vari piani, con un ampia scelta è un offerta diversificata. Rimangono, però, per fortuna i suoi altri fratelli in altre zona della città! Al suo posto probabilmente ci sarà – come dicono alcune indiscrezioni – un altro H&M. Poco tempo fa, proprio lì accanto, hanno aperto un Haomai  al posto di un altro negozio storico, UPIM (che poi a sua volta ha riaperto dove c’era Oviesse, che in compenso è diventato un mega store stra-cool con tanto di dj!). Diciamo che è un momento di cambiamento, chi si sposta, chi apre e chi, ahimè, chiude. Ormai è chiaro che il sistema stia cambiando ed il modello che funzioni meglio sia quello del capo  di tendenza ad un prezzo moderato, ma certi nomi, o luoghi sono parte del nostro passato e non vederli (anche solo perché hanno cambiato sede) fa sempre effetto… Diciamocelo: quale milanese in Vittorio Emanuele non sa dove fosse Fiorucci o le Messaggerie Musicali e quando non li trova non più viene colto da un pizzico di malinconia?

Le terme di Verona: la mia esperienza

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aquardens-thumb-03Quando una persona pensa alle terme non viene forse in mente subito la città di Verona. Varie però sono le località nella zona che offrono la possibilità di beneficiare di queste acque dalle magiche proprietà. In particolare ieri siamo stati ad Aquardens, vicino a Pescantina. Un parco acquatico molto gradevole, pulito, che offre differenti servizi.

Prima di tutto parliamo dell’acqua salso-bromo-iodica (ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio, ma anche di calcio, magnesio e ferro). Grazie alle alte temperature e alla ricchezza di minerali, stimola il sistema immunitario e sviluppa proprietà antinfiammatorie, antisettiche e antiedemigene. In sostanza è un’acqua che fa bene!

All’aspetto salutare possiamo aggiungere quello del relax, infatti venongo offerti diversi trattatamenti, massaggi e cure che però non abbiamo provato in quanto abbiamo preferito concentraci sulle piscine e avevamo scelto l’ingresso ridotto (4 ore).

Ottimo luogo dove andare con partner, amici o figli. Per i bambini poi esiste anche una piccola parte con un’animatrice dove i più piccini possono  essere intrattenuti nel momento in cui, per esempio dopo pranzo, li si vuol tenere fuori dall’acqua. Infatti il parco era anche frequentato da mamme con bimbi molto piccoli. Volendo per chi risiede nella zona è possibile anche fare anche fare corsi con una certa continuità.

La temperatura dell’acqua è fantastica, la mia preferita, intorno ai 36°gradi, unica cautela non bisogna stare immersi troppo tempo, loro stessi consigliano un’immersione della durata tra i 10 e 15 minuti in acque con temperature tra i 35°C e il 37°C seguita da un riposo di 30 minuti per rendere effettivi i benefici avuti dal trattamento.

Al fine di ottimizzare l’azione terapeutica dell’acqua termale, ed evitare gli inconvenienti dovuti a una prolungata permanenza nell’acqua calda, invitano gli ospiti ad effettuare immersioni comunque non superiori ai 20 minuti e ammetto che la tentazione è quella di stare di più vista la gradevolezza dell’ambiente!

Per il pranzo nessun problema, a bordo vasca è presente un bar più semplice, ma volendo in alternativa è presente un ristorante self service con un’offerta più completa e anche il bar all’uscita è molto invitante e pulito.

Bellissima la parte esterna, le grotte, purtroppo, erano in manutenzione, ma correttamente ci hanno informato all’ingresso – quindi questa volta non le abbiamo provate, ma l’aria fresca che faceva da contrasto all’acqua calda era molto gradevole, specie in una giornata di bel tempo come ieri.

Nel parco vige un po’ il concetto del villaggio, infatti si viene dotati all’inizio di un braccialetto, assoultamente da non perdere, con il quale si può accedere alle piscine, agli armadietti e sul quale vengono addebitate tutte le spese (pranzo, ecc.).

Insomma un’esperienza molto buona, da ripetere, anche in stagiorni meno rigide, quando si può beneficiare della parte esterna ricordando però che l’acqua è termale quindi terapeutica, ma anche “stancante”!

Lezioni di sopravvivenza per una mamma milanese

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Come fa a sopravvivere una mamma milanese? Diciamo che non è tra le cose più facili, ma ci si può riuscire seguendo alcune piccole astuzie.

1) Iniziamo dagli orari, non so come sia, ma la mattina il tempo scorre più veloce del resto della giornata quindi – anche partendo un’ora prima – e’ una sfida per non arrivare in ritardo tra colazioni diversificate, lotta per accaparrarsi il bagno, cartella, merenda, gatti che sfrecciano rovesciando i croccantini, calzini spaiati che finiscono nella ciotola dell’acqua e scarpe che non si allacciano perché – nel 2016 – non si usa più insegnare ad allacciarsi le stringhe. Si esce di casa già un po’ arruffati col mascara appiccicoso e l’eyeliner che si è raggrumato tra la ciglia numero 7 e la numero 8 e si arriva finalmente a scuola al limite con la chiusura del portone, il tram che sta per partire e poi non passerà più e la gara per l’occupazione della panchetta per non farti il percorso in piedi. Tra una corsa, un semaforo, due passeggini a 4 posti e altre gioiose amenità sui marciapiedi si prende l’orrido mezzo che ci porterà alla final destination: l’ufficio.

2) La giornata in ufficio inizia tra colleghe pettinate, profumate e riposate e la mamma devastata che cerca di riassettarsi in bagno per assumere un aspetto decoroso, spesso sostituendo il biker con una scarpuccia sexy e si dibatte tra riunioni e documenti sempre urgenti (pur non lavorando nelle corsie di un ospedale) mentre arrivano loro… I messaggi last minute sull’iscrizione che non hai fatto, la scadenza da rispettare e il bollettino urgente che era rimasto sepolto dai Gormiti assassini quelli rossi! Con homebanking il gruppo di whatsapp ‘mamme’ si può superare il momento peggiore e vincere l’ansia del momento.

3) Dopo una dura giornata, finalmente scappi dal lavoro, prendi i mezzi, ti schiacci come una sardina sulla metro, torni a casa, saluti il marito che, se non è ancora al lavoro, e’ davanti al pc e ti chiede: “amore cosa mi prepari di buono stasera?” e… Il frigorifero e’  mostruosamente vuoto, diciamo che è inversamente proporzionale alla cesta della biancheria da lavare. Dunque regola numero tre e’ buona norma ed auspicabile passare sempre al supermercato prima di rincasare perché acqua, latte, banane e pasta incredibilmente finiscono e non si riacquistano da soli, qui in alternativa si può ricorrere alla spesa on line, preziosa alleata, oppure al consorte che ti torna dalla Lidl carico di patatine, birra e un trapano nuovo!

4) Il diario, questo strumento di comunicazione con la scuola bizzarro! Ebbene sì, ore 8 di sera, e’ il momento fatidico dell’avviso da firmare assolutamente, quello definito dal bambino come ‘urgentissimo’: “si ricercano genitori volontari per il comitato feste”. Leggo bene? Sì sì proprio feste! Ma che comitato e’? Ma soprattutto di cosa si occupa? Catering e merendine, addobbi coriandolosi e lavoretti appiccicosi – quelli intelligenti fatti con i tappi, il vinavil e la segatura per stimolare la creatività. Niente paura, anche per questo non c’è problema, basta firmare l’avviso, negare il consenso e chiudere il diario rassicurando la creatura che quella comunicazione non era così fondamentale.

5) E per finire la giornata quale miglior modo per rilassarsi? Mai cadere nella trappola del capriccio serale e non disperarsi guardano la pila di piatti da imbucare nella lavapiatti! Meglio fare una doccia calda e leggere assieme ai piccoli un libro, fare due chiacchiere sulla giornata abbracciati e d’incanto tutto assumerà  un aspetto più bello e felice finalmente rilassati assieme!