Parigi

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Forse mancavo solo io a esprimere il mio inutile pensiero sulle stragi di Parigi, ma avendo un blog di attualità chiaramente mi sento in dovere di fare qualche commento su quanto è successo, ho aspettato perchè di fatto anche io sotto chock amando questa città e conoscendola bene. Quello che è successo in Francia è stato veramente terribile, ho persone care che vivono a Parigi e quanto accaduto mi ha molto colpito, come è capitato a molti di noi, perchè Parigi è “vicina”, perchè è Europa, perchè chiunque di noi poteva essere lì, perchè alcuni di noi hanno perso degli amici in questa tragedia. Parigi ha una sua storia e una sua politica. Ha una sua realtà e i suoi problemi interni come tutti i Paesi. Quello che abbiamo visto ahimé capita anche quotidianamente in altri paesi, ma noi in Europa non siamo certamente abituati, non le nostre generazioni.

Di fondo siamo un po’ tutti pacifisti-impreparati, buonisti-tolleranti. In Italia non abbiamo nemmeno più la leva obbligatoria dunque siamo molto lontani da una preparazione sia fisica sia psicologia alla guerra, quella vera, non quella virtuale o del soft air, quella dove la gente muore “per davvero”, non “per finta” come dicono i bambini.

In questo momento si sono riaccesi i dibattiti più svariati sulla guerra, la pace, le religioni. Un mix tra propaganda, terrore, dove tutti si improvvisano strateghi politici, militari, religiosi – per dirlo in una parola: “espertoni”!

Oggi in particolare sono stata colpita da una notizia “a Milano e Roma è psicosi sul terrorismo”, strano vero? Allora i messaggi in questi giorni nell’ordine sono stati:
– il terrorismo può colpire tutti
– il prossimo obiettivo è l’Italia
– Milano e Roma a rischio – si parla del Giubileo, del Duomo di Milano, della Scala

Telegiornali, servizi, approfondimenti danno notizie svariate, di fondo terrorizzanti e solo in pochi casi realmente ben fatte. Ti fanno vedere da un lato i poveri ragazzi del Bataclan appesi alle finestre, poi dei ragazzini bardati e armati fino ai denti che dicono che massacrearanno gli infedeli. Questo è il messaggio principale e vorrei sapere che si sente tranquillo con uno scenario così!

Ieri sera poi, mentre da un lato si festeggiava il fatto che si fosse debellato il virus Ebola, dall’altro si iniziava a ipotizzare quali potrebbero essere i virus di un attacco chimico. In contemporanea loro, i droni… “L’attacco letale dei droni”! Ma cos’è il titolo di un film di fantascienza?

Strano che si parli di psicosi quando i media fanno di tutto per calmarti! Perchè non danno qualche altro bel suggerimento ai terroristi che magari non ci hanno ancora pensato?

In Italia l’allarme terrorismo l’abbiamo da anni, quando ero piccola mi ricordo che venivano sconsigliati i luoghi di aggregazione troppo frequentati, i grandi magazzini sotto Natale, prudenza in stazioni e aeroporti.

Per strada ora se qualcuno alza la voce in arabo per dire anche “mi prude un piede” (tanto chi lo capisce?) vedi sguardi panicati e davvero ora il rischio che venga aggredito da una folla terrorizzata.

Ora non si può e non si deve vivere in questa maniera, mi sembra una follia… E’ ovviamente importante tenere gli occhi aperti, ma questo da sempre, è importante imparare a difendersi e se si vede qualcosa di strano avvertire le forze dell’ordine, senza esagerazioni, senza panico. Adesso non è che non puoi più andare alla Scala (tanto magari nemmeno ci pensavano, allora scusate è più pericolosa la metro, oppure le stesse piazze!) o non mettere piede a Roma. Quello che è accaduto ha traumatizzato tutti noi, non ci sono parole, ma bisogna vivere, vivere bene per noi e per non far vincere chi vuole seminare il terrore.

L’educazione, questa sconosciuta

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  Più passa il tempo e più le persone mi sembrano maleducate. Non so se sia colpa dell’età, forse invecchiando per certi aspetti si riduce la soglia di tolleranza, ma la cafonaggine che vedo in giro mi lascia veramente basita. Si inizia dai bambini che non conoscono più la parola grazie, tanto meno il per favore e manifestano spesso toni molto arroganti anche tra i più piccoli. Poi passiamo agli adulti, anche loro certo non danno un buon esempio. Non parliamo dei proprietari di animali, che a volte dimenticano che i marciapiedi vengono percorsi da tutti e lasciano tranquillamente che le loro creature si comportino come se fossero in un bagno pubblico.  Modi gentili e educazione ormai sono un optional. In televisione trasmissioni urlate raggiungono il top degli ascolti. Nelle email difficilmente si leggono parole di ordinaria educazione tipo un banale “come stai?”, di solito i toni sono sempre molto scortesi e prepotenti anche quando le persone ti chiedono un favore e non credere di  ricevere un grazie perchè non accadrà, salvo che non sia il villanissimo “grazie per prenderne nota”. Ma il maleducato impera ovunque, nel supermercato, dove esci saluti e non ti risponde, per poi passare ai call center, spesso molto insistenti e indispettiti, troppi ristoranti dove il cliente viene trattato come un deficiente non dotato di papille gustative. Sei giovane, sei vecchio, sei piccolo o grande, il maleducato non si cura di te e non ti rispetta, spesso tristemente donna di mezza età, non ti guarda neppure in faccia perchè non è interessata a nessuno se non a sé stessa, il più delle volte non ti ascolta e ti prevarica quando cerchi di dire qualcosa oppure risponde semplicemente male, certo perchè di soliti “la disturbi”. Non so dove sia l’errore per tanti anni mi hanno insegnato che era importante avere modi garbati e ora mi rendo conto che per lo più questa gentilezza viene scambiata per debolezza, chi ruggisce più forte è rispettato nella moderna giungla, che tristezza, che pochezza. Si parlava tanto di netiquette, adesso – non vorrei dire – ma basterebbe almeno che ci fosse il minimo della civiltà…e che la stessa venisse insegnata anche ai propri figli cosa che ahimè succede sempre meno.

Il bizzarro mondo dell’arredamento

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In questi giorni per una serie di ragioni mi sono ritrovata a visitare grandi stores dell’arredamento. Non ricordavo un mondo così particolare. Gli stili si assomigliano un po’ tutti, togliendo gli orridi finti classici stile zia Pina, si passa da moderni spinti, a bianchi provenzali, shabby chic, country bucolici e i terribili colorati. La domanda sorge spontanea, ma perché? Orride camerette colorate arancioni, gialle, blu in compensato con legno color caffelatte. Sono raccapriccianti, strutture mastondiche all’insegna del cattivo gusto che si vantano di essere resistenti affinché maleducate creature possano lanciarsi sopra. Questa è la saga del pessimo gusto. Non si può fatte una cameretta sobria, semplice, carina? Ma la cosa peggiore è il target dei visitatori. Si passa dalle coppiette dove lei sceglie piccole cose inutili e lui viene trascinato per le orecchie, amiche che riempiono carrelli di dettagli cheap, a famiglie tradizionali dove i genitori si guardano attorno passeggiando e i figli spesso diversamente educati si lanciano al suolo o passeggiano sui sofà. Divani spesso dall’aria scomoda, enormi oppure di design incomprensibile. Le cucine si equivalgono un po’ tutte con antine che emulano i disegni del legno e i bagni propongono i lavabi più scomodi, quelli profondi 10 cm, trendy negli hotel, devastanti a casa quando scopri che si allaga mezza stanza solo per lavarsi i denti!! Poi ci sono gli armadi con porticine traballanti, pareti attrezzate lucide e miseria che si alternano a vetrinette disperazione. Aiuto!! Intrappolati nel labirinto delle possibili soluzioni arredo, si inizia a cercare l’uscita, nel frattempo consulenti arredatori sono contesi da ragazze masticanti… C’è un’unica soluzione, la fuga verso l’uscita e poi verso il parcheggio nella speranza di ritrovare l’auto intera dopo che l’ennesima allegra famigliola ha spalancato le portiere con la delicatezza di un mammut!

Dolcetto o…

  Scherzetto? Da qualche anno ormai Halloween e’ diventato un momento irrinunciabile. Quando ero piccola io non si usava, ora tutti lo festeggiano! Alcuni lo odiano, per me è divertente. Si inizia già dai primi di ottobre a vedere zucche e teschi in giro fino a che non si arriva al grande giorno. Per i ragazzi e teen-ager e’ un momento cool tra vampiri e spose cadavere e per i bimbi e’ fantastico poter giocare travestiti, senza dover aspettare carnevale e riempirsi di dolcetti vari altrimenti proibiti, ah no scusate dimenticavo, ora è proibita la bistecca e i vampiri sono vegetariani! Comunque tornando a noi in questa festa ho notato un unico e vero personaggio coraggioso,  detto anche comunemente “mamma”. La temeraria mamma di Halloween osa organizzare  una festa a tema a casa sua, addobba ogni angolo minuziosamente, prepara dolcetti a forma di fantasmini, si inventa di tutto per far divertire i giovani invitati e offre caramelle con le forme più insolite, mentre i piccoli festeggianti arrivano e si nutrono ampiamente: i piccoli vestiti da zucchette, i più grandi da vampiri e mostri vari, le bimbe da streghette e angeli oscuri. Anche le povere mamme si adeguano e indossano abiti stregheschi subendo le solite battute da mariti e amici, che poi si risentono per la Befana, si sa, fa parte del gioco! Ma il momento più bello e’ la sera… Per me e’ stata una nuova esperienza mai provata prima: il giro del condominio (pre-allertato per evitare denunce) e il fatidico… “dolcetto o scherzetto?”. Allora la cosa più bella e’ la faccia di chi apre la porta che seppur preparato non si attende 20 bambini conciati come pazzi, ma spera in 3 riconoscibili, dunque dopo aver fatto una faccia allibita, le sue 4 caramelle sono inadeguate e la sua espressione diventa quanto meno di festaiolo immaginabile, ha perso la reputazione davanti a mezzo quartiere e si giustifica con un timido “ma non ero pronto… Come mai siete così  tanti?”; poi ci sono “i generosi” quelli che iper preparati offrono sorridenti kinder e wafer, “i tirchioni” che centellinano palline di smarties e caramelline fuffe, “le nonne per vocazione” che – non ci crederete ma esistono ancora – e hanno preparato i dolcetti in casa (sperando che non abbiano messo dentro nulla di strano…) e per finire “gli assenti partecipanti” che hanno lasciato la scatola self service con immagini di pipistrelli e auguri… Ovvio che dopo i primi 5 bimbi era vuota e gli altri 15 l’hanno guardata con sgomento. Il tutto è un gran saliscendi di scale, bimbi che inciampano nei mantelli, cestini con le caramelle che cascano e trucchi un po’sciolti tra un gradino e l’altro. Ci sono anche qui i ritardatari, quelli che arrivano con la mamma e la bimba perfetta in pendant, ma la festa e’ finita e si beccano le caramelle avanzate! Alla fine, tutti stanchi e pieni di cioccolato svengono, mamme comprese, assetate per le scale e spettinate, ma nel delirio alla fine si sono fatte anche tante risate…

La notizia del giorno

  La notizia del giorno e’ una di quelle che adoro commentare: l’OMS dichiara che le carni lavorate, ossia insaccati, bacon e würstel e in parte la carne rossa, sono cancerogeni. Ma siamo sicuri che abbia detto proprio così? Ovviamente no, come sebbene la cottura ai ferri non sia così sana come si pensa, non per questo ora bisogna a tutti i costi cucinarla in altro modo per sopravvivere! La notizia poi, come sempre nei suoi giri, e’ stata demonizzata ed è diventata “mangiare carne rossa e’ pericoloso come fumare!” Sicuramente di impatto, ma mi sembra – giusto un attimo – eccessiva. Veronesi pare si sia espresso con soddisfazione, certamente la sua figura e competenza nell’ambito della medicina fanno riflettere, insomma “se lo dice lui come oncologo” mi vien da pensare “diventiamo tutti vegetariani”, sicuramente è una filosofia bella e di assoluto rispetto. Ma la domanda sorge spontanea: “e quindi?”, cancelliamo anni di “mangia la carne buona che ti fa crescere?”, “aiuta per il ferro e la vitamina b!”.  Ci hanno detto sciocchezze per anni? Non siamo più animali onnivori, ma erbivori? Dovrò mangiare cavoli, carote e sedano per salvarmi? Dopo le scritte sulle sigarette avremo: “il culatello ti uccide” e “lo speck nuoce gravemente alla salute”? Intanto queste notizie iniziano a minare una bella parte dell’economia basata sul l’allevamento, riportano però credito sulle carni bianche – se non è pazzo, allora mi mangio il pollo (povera bestia!), si salvano maiali e mucche e ci lanciamo tutti sul pesce (basta che non abbia il mercurio…). Questo naturalmente fino alla prossima notizia quando, dopo varie elaborazioni e interpretazioni, invece “scopriremo” che le verdure ricche di fibre rovinano qualcosa d’altro e via dicendo… Ma un po’ di equilibrio no?

E i salutisti a tutti i costi!

  Alimentarsi correttamente, fare sport, condurre una vita sana e’ molto importante e su questo siamo tutti d’accordo, ma il super salutista, secondo me, e’ veramente insopportabile! Forse è solo disperato o ha bisogno di sicurezze, non so, di fatto è una categoria che impazza! Allora questa curiosa tipologia molto spesso ahimè e’ donna, talvolta mamma, di età variabile. La mattina inizia la giornata in maniera già acida con una “bella spremuta di succo di limoni”, perché fa bene (se non hai la gastrite altrimenti è fatale) e va a correre. Già così io potrei avere il primo cedimento con un attacco di reflusso e uno svenimento mattutino. Poi dopo una bella doccia va a lavorare (non necessariamente), ma di fatto fa uno spuntino sano, mangia solo frutta, verdura, seitan e tofu, uno strappo alla regola? Certo il bifidus regularis o come si chiama. Per definizione e’ vegetariana in prevalenza, usa solo zucchero di canna, teme il sale come una strega, usa farina di farro perché fa solo il pane in casa (che ha il sapore di sughero), compra solo prodotti bio, latte di soya, robe tristi sicuramente geneticamente modificate senza saperlo, insipide, ma che contengono ferro, magnesio e fibre. La salutista accanita e’ un’estremista, usa solo la bici (anche se si respira di tutto), pure con i bimbi che rischiano di essere falciati nel traffico. Fa torte in casa solo con marmellate sue (oddio il botulino) e quando si ammala e’ una tragedia! Per lei? No! Per noi, perché non si cura o meglio non vaccinandosi ovviamente mai, sparge microbi e utilizza solo propoli, prodotti naturali (pensando che siano meno velenosi), terapie alternative (quelle forse a volte funzionano) e aerosol solo con la soluzione fisiologica (boh!). Non chiedere mai consigli ad un salutista accanita perché non servirà e soprattutto i suoi rimedi saranno poco utili, cari, orrendamente  etici! La nostra healthy friend rompe le scatole al suo prossimo, anche quando va a dormire perché deve tenere la testa a nord, il  materasso in lattice ortopedico, la coperta in tessuti naturali e il cuscino anti-acaro (questo ce l’ho anche io e confesso pure memory). Ah dimenticavo, beve ovviamente la tisana – yogi e il the’ bancha, quelli che costano tantissimo, ogni tanto medita, odia il nylon, la plastica, il caffè’, la chimica, il salamino, il cioccolato, la panna montata! Usa orribili pannolini lavabili, compra giocattoli solo di legno, e’ montessoriana, pedagogica, ricicla tutto e costruisce pupazzi con i materiali di scarto perché così lavora la fantasia, la sua. La mia si spegne! E soprattutto mi innervosisco perché mi vengono degli orrendi pasticci. Scrive a mano il diario, fa i lavoretti, cuce di tutto e si trucca poco (peccato le servirebbe).  Mi chiedo come faccia a sopravvivere, ma soprattutto sarà realmente felice di questo modus vivendi? Suvvia non tutto ciò che è divertente e buono fa male, anzi…

Cosa farò da grande?

  Bella domanda, difficile da rispondere! Mi chiedo se i vecchi mestieri saranno alla fine i nuovi lavori, quelli del futuro. Se ne parla da anni, eppure oggi più che mai mi sembra veritiero. Prima c’è stato il boom dei medici (ora ne abbiamo mille – alcuni bravi, altri meno, ma comunque tanti), dei giornalisti, poi degli insegnanti (spesso plurilaureati e disoccupati o ignoranti e “stranamente” occupati), poi gli architetti (ormai sfruttati, poco valutati) ed adesso tutti esperti in comunicazione e sistemi digitali (e per questi si vedrà a breve!). Queste professioni molto belle, oggi per i più, si stanno rilevando essere poco remunerative. In Italia, per esempio, le ricerche – anche quelle di mercato – hanno attraversato una forte crisi, abbiamo persone a spasso con molte competenze e varie lauree – così come il mondo dell’editoria. Ma anche altre professioni stanno morendo come il cartolaio, i piccoli alimentari o le profumerie locali – spesso cannibalizzati dai grandi store. Per contro ci sono alcuni lavori che stanno tornando “utili” e quindi ben pagati – iniziamo dall’idraulico,  per poi passare agli elettricisti senza dimenticare gli artigiani vari: tappezzieri, falegnami, carpentieri, pittori e sarti. In questo caso il lavoro e’ garantito! Guadagnano bene, si stressano spesso meno di un dipendente, possono decidere i tempi del loro lavoro e se si allungano li paghi di più, hanno una grande domanda, sicuro avranno anche loro subito gli effetti della crisi, ma meno di altri. Sono loro che avranno un futuro secondo me, assieme a quanti hanno i terreni, così come era in passato. Vedo per il resto un mercato sovraccarico di offerta, a tratti saturo, puoi avere tutto e mille titoli di studio più o meno altisonanti… Ma quando si rompe l’anta dell’armadio, perde un tubo, o ti va in cortocircuito mezza casa allora si ti accorgi che certi mestieri sono realmente “preziosi”! 

I nuovi papà 

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 Negli anni le famiglie si sono evolute, specie in Italia, si è passati da una famiglia di tipo esteso dove nonne, zii e cugini facevano parte di un unico grande clan, per poi passare ad una famiglia nucleare (mamma, papà e bambini) e di nuovo ad una famiglia allargata (anche con diverse modalità). Al di là di queste diverse strutture, negli ultimi anni ho notato un grande cambiamento nella figura paterna. È con ammirazione che vedo papà sempre più attenti (c’erano anche in passato, ma era più raro incontrarli) ai propri piccoli. I nuovi papà sono creature molto tenere, un po’ maldestre ogni tanto, ma adorabili. Il papà del 2000 prima di tutto e’ incinto come la mamma e vive la pancia in sintonia (a volte si gonfia pure la sua, ma forse è solo golosità – del resto anche lui ha le voglie di cioccolata), partecipa al corso pre-parto trasformandosi in un’ostetrica perfetta il giorno del parto – con consigli respiratori e ginnici degni di un master in tecniche di riproduzione, si trasforma poi in un’ottima puericultrice affrontando pinze su ombelichi, schifezze multicolori da pannolino e poppate notturne. È poi il mago del bagnetto che riesce a fare senza far scivolare la piccola anguilla e maneggiando il borotalco meglio di un barista con lo shaker. Passando i mesi si specializza nello schivare lo sputazzamento di pappe – riuscendo a riprendere un pasto intero senza rovinare lo smartphone e a non avere occhi neri  nonostante il lancio del ciuccio. E via via così… Triciclo, acquisto di macchinine con grande accuratezza e tanta pazienza con la prima bici e i pattini. Ho sentito di papà andare a saggi di danza (i più temerari) e cucire vestiti di carnevale meglio di una sartina cinese, quando non addirittura vestirsi da Babbo Natale come nei film buonisti. Pazienti nei compiti e desiderosi di condividere con i loro piccoli tante storie (aiuto torna lo storytelling!). Che cosa dire? Bravi, bravi e dolci. È meraviglioso avervi accanto così! Ma al di là della gioia delle mamme, questo è il più bel regalo che possiate fare ai vostri figli.

Il Tempo: ma quanto è importante?

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chronos (2)Tanto! Il tempo è la nostra risorsa più importante, una grande ricchezza. Ne abbiamo sempre di meno, poco per noi stessi e non sempre investito al meglio. Talvolta mi dico: “le mie giornate dovrebbero avere almeno il doppio delle ore”. Per fare tutto per me, per il lavoro, per la mia famiglia, per coltivare nuovi interessi. Recentemente ho chiesto ad alcune persone cosa avrebbero voluto avere in più nella loro vita, quasi tutti mi hanno risposto “il tempo”. Sembra una banalità, forse lo è – ma allora perché non lo usiamo meglio?

E’ bizzarro: delle volte vola, quando si ha la testa occupata, altre volte sembra fermo. Quando non si sta bene, si è in ospedale, si aspetta una risposta è infinito, noioso, bloccato, angosciante – in alcuni luoghi sembra essersi arrestato. Quando sei felice, in vacanza, ti diverti, ma anche quando lavori, scorre velocissimo! Lui certamente è sempre lo stesso, certo cambia la nostra percezione. Il noto sociologo Melucci quando insegnava parlava di evoluzione del tempo da lineare, a circolare a digitale, ma ora com’è? Forse rapido e basta! Un flash?

Di fatto osservo con timore la vita, scorre veloce, si cresce, si invecchia, si gioisce, si piange. Il tempo a volte cancella i dispiaceri, a volte non è in grado di farlo, a volte porta la felicità – comunque sia corre veloce.

Tanti detti: “chi ha tempo non aspetti tempo”, “il tempo è denaro”… quindi sappiamo che è importante, eppure spesso incontriamo persone che ce lo fanno perdere e non sappiamo dire di no oppure non lo investiamo adeguatamente con chi lo merita, sempre di corsa.

Un pensiero, una raccomandazione che rivolgo a me stessa, ma che voglio condividere con gli altri: non buttiamolo via, a volte fermarsi, pensare gioire e concentrarci su qualche cosa che ci dà benessere è importante, per vivere meglio, ma soprattutto per vivere.

I Ragdoll… Gatti veramente unici!

    

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Premetto che ho sempre adorato i gatti, la loro eleganza e la loro dignità. In particolare ho avuto la fortuna di incontrare i Ragdoll. È una razza di gatto statunitense recente, risalente agli anni 60, e sviluppata da un’allevatrice Ann Baker. Si chiamano così perché quando li prendi in braccio si abbandonano come delle bambole di pezza. Avevo letto di loro qualche anno fa e poi per caso avevo seguito un documentario su di loro. Alle mostre  feline sono esposti tra altri più noti primi tra tutti i Certosini, seguiti da Main Coon, Norvegesi, Persiani e Siamesi. Non ci credevo, ho avuto vari gatti e tutti discretamente pantere, trovatelli, a volte affettuosi, indipendenti ma spesso freddini. I Ragdoll no, loro sono diversi, docili e affettuosi, adorabili. Ti avvicini e appena ti vedono parte il “motorino” ossia delle bellissime, rumorose e adorabili fusa! Morbidi come l’angora, belli, eleganti – anche i più piccoli si muovono leggeri come dei folletti! I più anziani sono rassicuranti, dei saggi pacati – pronti a starti vicino. Devo dire che sono di una dolcezza unica, meravigliosa. Una sorpresa bellissima, sono adatti anche per la per therapy dato il loro stupendo temperamento. Già i gatti a mio avviso sono magici, ma penso che se uno incontra, come è successo a me un Ragdoll, poi non possa più starne senza…!