Dolcetto o…

  Scherzetto? Da qualche anno ormai Halloween e’ diventato un momento irrinunciabile. Quando ero piccola io non si usava, ora tutti lo festeggiano! Alcuni lo odiano, per me è divertente. Si inizia già dai primi di ottobre a vedere zucche e teschi in giro fino a che non si arriva al grande giorno. Per i ragazzi e teen-ager e’ un momento cool tra vampiri e spose cadavere e per i bimbi e’ fantastico poter giocare travestiti, senza dover aspettare carnevale e riempirsi di dolcetti vari altrimenti proibiti, ah no scusate dimenticavo, ora è proibita la bistecca e i vampiri sono vegetariani! Comunque tornando a noi in questa festa ho notato un unico e vero personaggio coraggioso,  detto anche comunemente “mamma”. La temeraria mamma di Halloween osa organizzare  una festa a tema a casa sua, addobba ogni angolo minuziosamente, prepara dolcetti a forma di fantasmini, si inventa di tutto per far divertire i giovani invitati e offre caramelle con le forme più insolite, mentre i piccoli festeggianti arrivano e si nutrono ampiamente: i piccoli vestiti da zucchette, i più grandi da vampiri e mostri vari, le bimbe da streghette e angeli oscuri. Anche le povere mamme si adeguano e indossano abiti stregheschi subendo le solite battute da mariti e amici, che poi si risentono per la Befana, si sa, fa parte del gioco! Ma il momento più bello e’ la sera… Per me e’ stata una nuova esperienza mai provata prima: il giro del condominio (pre-allertato per evitare denunce) e il fatidico… “dolcetto o scherzetto?”. Allora la cosa più bella e’ la faccia di chi apre la porta che seppur preparato non si attende 20 bambini conciati come pazzi, ma spera in 3 riconoscibili, dunque dopo aver fatto una faccia allibita, le sue 4 caramelle sono inadeguate e la sua espressione diventa quanto meno di festaiolo immaginabile, ha perso la reputazione davanti a mezzo quartiere e si giustifica con un timido “ma non ero pronto… Come mai siete così  tanti?”; poi ci sono “i generosi” quelli che iper preparati offrono sorridenti kinder e wafer, “i tirchioni” che centellinano palline di smarties e caramelline fuffe, “le nonne per vocazione” che – non ci crederete ma esistono ancora – e hanno preparato i dolcetti in casa (sperando che non abbiano messo dentro nulla di strano…) e per finire “gli assenti partecipanti” che hanno lasciato la scatola self service con immagini di pipistrelli e auguri… Ovvio che dopo i primi 5 bimbi era vuota e gli altri 15 l’hanno guardata con sgomento. Il tutto è un gran saliscendi di scale, bimbi che inciampano nei mantelli, cestini con le caramelle che cascano e trucchi un po’sciolti tra un gradino e l’altro. Ci sono anche qui i ritardatari, quelli che arrivano con la mamma e la bimba perfetta in pendant, ma la festa e’ finita e si beccano le caramelle avanzate! Alla fine, tutti stanchi e pieni di cioccolato svengono, mamme comprese, assetate per le scale e spettinate, ma nel delirio alla fine si sono fatte anche tante risate…

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